(AdnKronos) – La prima richiesta di un alloggio popolare è di cinque anni fa, pochi giorni fa il Comune chiede a Norina un’autocertificazione: per errore risulta intestataria di due abitazioni, ma resta il nodo del regolamento regionale. Difficile per lei pensare all’ultimo tentativo di sfratto, la paura è l’emozione che le si dipinge sul volto pallido pensando all’11 novembre. Sentimenti che si intrecciano a una quotidianità difficile: la pensionata deve fare i conti con la depressione, un disturbo “riacutizzatosi nell’ultimo anno” come scrive il medico che l’ha in cura.
“Si sottolinea la vulnerabilità della paziente alle situazioni stressanti di vita che possono condizionare negativamente il suo quadro clinico come ad esempio l’eventualità che possa essere sfrattata dall’abitazione”, si legge nella documentazione clinica.
“Sono passati anni – ricorda – e alla fine uno non riesce più ad accettare certe ingiustizie, perché queste sono ingiustizie nei riguardi di una persona, io mi sento veramente abbandonata, tranne dal mio avvocato Giovanni Di Leo. Quando lei non ha un futuro, non sa dove andare, la vogliono portare in un ospedale, in quelle circostanze cosa decide di fare se non morire?”.