(AdnKronos) – L’articolo 14 del regolamento regionale del 2004 stabilisce che le assegnazioni in deroga possono essere al massimo il 25% di quelle totali e per la città di Milano sono già finite quest’anno. “Mi hanno tolto la dignità. Vorrei solo una stanza per poter vivere gli ultimi anni, poter portare il mio cane con me, non dividerci. Perché non lasciarmi la possibilità di vivere ancora un po’, in qualche modo? Io di soluzione ne ho una sola: morire, perché non so dove andare”, racconta Norina tra le lacrime.
“Se mi avessero dato un appoggio, un aiuto: io pagare voglio, non è che voglio approfittare, io ho la pensione sociale e pago, ci sarà una quota che non sarà mai 450 euro”, l’affitto attuale così alto per cui la spesa spesso gliela regalano i vicini. Alla 71enne non resta che continuare la sua lotta. “Si è interessato a me anche Matteo Salvini, mi sono legata davanti al tribunale, ma non è servito a trovare una soluzione”.
Il Comune di Milano non rigetta la sua richiesta perché priva di presupposti, ma con una comunicazione “di improcedibilità” si limita a citare una norma regionale di fronte a chi chiede una casa in deroga alla graduatoria ufficiale. Inutile il ricorso di Palazzo Marino al Tar: la Regione Lombardia ha ragione sulle quote di assegnazione degli alloggi Erp in deroga per i casi di emergenza, sentenzia il tribunale.