Roma, 29 apr. (Labitalia) – “Credo che bisogna cambiare passo, abbiamo un passo troppo lento. C’è bisogno di maggiore diffusione di una cultura del cambiamento del lavoro, che deve interessare tutti gli attori che partecipano ai processi del sistema economico, dalle istituzioni alla politica ai sindacati alle imprese”. Lo afferma a Labitalia Guido Carella, presidente di Manageritalia, commentando i risultati dell’indagine condotta con AstraRicerche sul rapporto tra gli italiani e il lavoro, in occasione del Primo maggio. “Negli ultimi 10 anni – ricorda – il mondo del lavoro ha notevolmente modificato i suoi paradigmi. Le recenti riforme, dalla legge Fornero al Jobs Act, stanno cercando di dare risposte e strumenti al sistema economico per renderlo più competitivo, soprattutto in un’economia che richiede maggiore complessità e quindi risposte più articolate”.
Ebbene, secondo Carella, “occorre partire dalla presa di coscienza che, se vogliamo modificare veramente il lavoro, il capitale umano è il vero fattore di crescita sia di un’impresa che di una società nel suo intero”. “Occorre ridare dignità al lavoro – dice il presidente di Manageritalia – perché in questi ultimi anni il mondo del lavoro si è imbarbarito. C’è una molteplicità di persone che non riescono a trovare una soluzione e l’indice di disoccupazione è elevatissimo”.
“Siamo fermamente convinti che per ridare dignità al lavoro occorre ripartire dalle persone, dalla loro motivazione, dal merito, dalla possibilità di crescere personalmente”, sottolinea Carella. “Bisogna rimettere al centro le persone – ribadisce – perché un lungo investimento nel miglioramento del clima aziendale è strettamente correlato, a nostro avviso, con maggiori performance e quindi maggiori opportunità di crescita delle aziende. Questo vuol dire che occorre perseguire nuovi modelli di gestione delle risorse umane, dove il lavoro diventa un’opportunità di crescita personale”.