(AdnKronos) – Anche per Renato Mannheimer, dell’Ispo, ”l’astensione non è arrivata dalla Cgil ma dalla disaffezione e della crescita di sfiducia dei cittadini, in particolare in Emilia Romagna. Ed è un segnale della disaffezione dei cittadini per la politica, arrivata proprio lì dove la politica era il centro del tessuto sociale”. Va meglio per i fazzoletti verdi: ”La Lega si è trasformata nel partito nazionalista antieuropeo – fa notare Mannheimer – e questo frutta alle urne, perché al di là dei confini del Nord raccoglie molti pezzi di elettorato anti-Bruxelles”.
Per l’Ispo ”i grillini devono avviare una riflessione, anche loro in qualche modo hanno deluso la gente che è sfiduciata. Proprio la sfiducia è un fatto pericoloso di cui Renzi deve tener conto: se fino ad ora il premier è riuscito a dare nuova fiducia ai cittadini, negli ultimi mesi la sua popolarità è diminuita. O il presidente del Consiglio riesce a fare cose concrete, oppure questa lunga onda della mancanza di fiducia cadrà pure su Palazzo Chigi”.
Per Antonio Noto, direttore Ipr Marketing, il voto ha due indicatori. ”Il primo – spiega – è comportamentale: quando si vota in una regione e non in tutta Italia, l’astensione è molto alta. Alle regionali della Sicilia, ad esempio, votò solo il 48%. In secondo luogo, questa astensione non rappresenta una grande novità, perché già alle europee in tutta Italia votò solo il 56% degli elettori”. ”Tutto sommato – rimarca Noto – l’astensione di ieri è la continuazione di quella fase, ma con un problema di contesto, perché si è andati alle urne solo in due regioni”.