Roma, 31 gen. (Adnkronos Salute) – Medicina interna, geriatria, cardiologia, pediatria. Ma anche chirurgia generale, ginecologia e ostetricia, ortopedia, otorinolaringoiatria e l'urologia. Queste le specialità che nei prossimi anni faranno registrare le maggiori carenze di professionisti. E' quanto emerge da un'indagine dell'Anaao Giovani, che ha voluto porre l'accento su un momento cruciale della vita professionale di un giovane laureato in Medicina: la scelta della specializzazione. L'obiettivo dello studio è infatti quello di aiutare a capire, vocazione a parte, come orientarsi. "Queste specialità – spiega Domenico Montemurro, consigliere nazionale di Anaao Giovani, in una nota pubblicata sul sito dell'Associazione – sono quelle che risentono maggiormente del trend anagrafico. E' qui che si concentra infatti un blocco di professionisti tra i 50 e i 60 anni che, al momento della loro uscita dal lavoro, lasceranno la maggiore carenza di personale". Se puntare su una di queste specialità costituisce una scelta di buon senso in termini occupazionali, bisogna comunque tener presente che neppure il settore medico offre più le certezze di un tempo: né in termini di contratti e neppure di retribuzione. "Non c'è una specialità che offra garanzie in tal senso. Attualmente le regioni faticano ad assumere anche i medici delle specialità più richieste. Si pensi che una volta terminata la specializzazione si aspetta mediamente due anni per ottenere un contratto, che nella maggioranza dei casi è a tempo determinato, ma che può essere anche una collaborazione a progetto o libero professionale", spiega Montemurro.