Roma, 9 ott. (Adnkronos Salute) – Intensificazione dei trattamenti contro il diabete e moderato incremento dell'appropriatezza prescrittiva, pur con margini di miglioramento. E' quanto si rileva nel recente rapporto OsMed 2012 dell'Aifa, da cui emerge anche un giudizio "sostanzialmente positivo sull'operato della rete diabetologica nazionale". Ad affermarlo è Antonio Ceriello, presidente di Associazione medici diabetologi (Amd), la società scientifica cui fanno capo gli oltre 600 centri di diabetologia italiani operanti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale. "Per la prima volta – ricorda Ceriello – l'Aifa nella realizzazione del Rapporto OsMed si è avvalsa, per analizzare i comportamenti prescrittivi dei farmaci nelle persone con diabete, del database Annali Amd, la raccolta dati più completa al mondo sulla malattia diabetica, che esamina le modalità di assistenza, l'impiego dei farmaci antidiabete, antipertensivi e ipolipemizzanti, oltre ai risultati clinici in oltre 500.000 malati (1 su 6 in Italia) nella metà, oltre 300, dei centri di diabetologia". Nel diabete tipo 1, nell'arco temporale 2004-2011, si è avuta una radicale modifica nel trattamento insulinico, con il progressivo abbandono delle insuline con durata d'azione intermedia e premiscelate, e l'adozione dei regimi cosiddetti 'basal-bolus', che mimano meglio la risposta fisiologica dell?insulina endogena. Anche l'utilizzo della tecnologia dell'infusione continua sottocutanea, attraverso microinfusori, è raddoppiata nel periodo di osservazione: oggi è utilizzata dal 16,5% delle persone con diabete tipo 1, con una maggiore frequenza di utilizzo nella donna e indipendentemente dalla durata della malattia e dalla fascia di età."I cambiamenti terapeutici si sono tradotti in un miglioramento del controllo metabolico – commenta Carlo Giorda, presidente Fondazione Amd – con un lieve aumento dal 20,6 al 23,2% delle persone con diabete tipo 1 con emoglobina glicosilata (HbA1c) sotto il 7%, ma soprattutto con la parallela riduzione della proporzione di quelle con valori di HbA1c francamente elevati (oltre 8%): da 51,6 a 44,2%, meno 7,4 punti in valore assoluto. Esistono, come è lecito attendersi, differenze su base regionale sulle quali proprio grazie al progetto Annali, Amd e la rete diabetologica nazionale stanno lavorando attivamente". Per quanto riguarda il diabete tipo 2, quasi 2 persone con diabete su 3 sono in trattamento con ipoglicemizzanti orali o farmaci iniettabili diversi dall'insulina (definiti nel complesso 'iporali'), mentre tra chi è in cura con insulina, il 50% è trattato con sola insulina e il 50% con iporali associati a insulina. I farmaci di gran lunga più impiegati sono la metformina e i secretagoghi (sulfaniluree e glinidi), rispettivamente nel 65,5% e nel 49,6% della popolazione diabetica.