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Trieste, è nato un piccolo di colibrì

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Roma "E' nato questa mattina un piccolo di colibrì. E lo abbiamo chiamato Silvio in onore del Presidente del Consiglio". Stefano Rimoli, direttore del Centro per la salvaguardia del volatile, annuncia così a IGN, testata online del gruppo Adnkronos, il lieto evento. "Pesa meno di una piuma – spiega – ed è lungo otto millimetri. E' di buon auspicio. E' la vita che rinasce, dopo che abbiamo sfiorato la 'deportazione' dei nostri ottanta colibrì dalla nostra struttura con il rischio che venissero decimati durante il trasferimento". ''La nascita di un colibrì è un evento eccezionale, al mondo i casi si contano sulle dita di una mano'', spiega Rimoli. "Sembra una fiaba, però controllando i registri veterinari si evince che la mamma colibrì ha deposto l'uovo proprio il giorno della telefonata del presidente Berlusconi. Questa nascita ci ha colto tutti di sorpresa, è veramente un evento inaspettato visto che tra l'altro ci troviamo nel mese più buio e freddo dell'anno. Senza l'intervento del premier (che ha evitato lo sfratto, ndr) la madre e l'embrione sarebbero sicuramente morti nella deportazione. Quindi abbiamo deciso di chiamare il nuovo nato Silvio, in onore al presidente che gli ha salvato la vita''. Il colibrì Silvio dorme quindi sonni tranquilli. "Si nutre ancora dalla mamma – spiega Rimoli – che succhia nettare e moscerini per lui che ancora ha gli occhi chiusi. E' bellissimo vedere questo quadretto di amore materno". "Spero che il presidente riesca a venire nel nostro Centro – dice il direttore – a vedere il suo colibrì". Dopo la telefonata del premier, infatti, si sta cercando di risolvere il problema. "La prossima settimana – dice Rimoli – ci saranno riunioni tecniche per capire come superare gli intoppi amministrativi e tutelare al meglio il benessere dei nostri uccelli. Non c'è più poi lo spettro dello sfratto. C'è stata una proroga di due mesi proprio per trovare insieme una soluzione che vada bene per tutti". Gli ottanta colibrì ospitati nel Centro di ricerca del Parco di Miramare di Trieste stavano per essere sfrattati per un cavillo burocratico: mancava una moratoria per le serre e i laboratori che ospitano questi piccolissimi uccelli e i fondi per farli sopravvivere (poche decine di migliaia di euro). Lo sfratto avrebbe inevitabilmente ucciso più di metà esemplari, oltre a bloccare per anni le riproduzioni. Ma, ricorda Rimoli, Berlusconi con una telefonata al Centro di Trieste ha salvato i colibrì.

Articlolo scritto da: Adnkronos