Arezzo – A venti giorni dalla scadenza del termine, fissato dall’ISTAT al 31 gennaio 2011, per realizzare il censimento generale dell’agricoltura, Arezzo risulta il primo Comune capoluogo in Toscana per il numero di aziende agricole già censite. È stato infatti raggiunto e intervistato oltre il 75% degli imprenditori agricoli (conduttori di terreni in proprietà o in affitto o utilizzati in forma gratuita, anche attraverso i cosiddetti “usi collettivi”) e si sta procedendo a spron battuto per contattare il restante 25% entro la fine del mese.
L’UCC (ufficio di censimento del Comune) è partito da un numero elevato di aziende segnalate dall’ISTAT all’inizio di questa attività, il 25 ottobre 2010. In lista erano collocati ben 3141 nominativi, ma nel corso della rilevazione sono state individuate e censite altre 87 nuove aziende, derivate da vendite, affitti, cessioni a vario titolo dei terreni agricoli. Una realtà in movimento che il censimento generale, svolto ogni dieci anni, serve a fotografare, fornendo notizie importanti sulle forme di coltivazione, sulle principali produzioni locali, sulle innovazioni di processo introdotte nell’agricoltura: un complesso di dati che da Arezzo confluiscono all’ISTAT di Roma e nel giro di qualche mese saranno trasferiti al livello europeo. L’elaborazione dei dati è il presupposto fondamentale per costruire e calibrare le politiche agricole nazionali e comunitarie.
Per la prima volta è stata data la possibilità di compilare on-line il questionario del censimento: a ogni imprenditore è stata rilasciata una password per rispondere direttamente alle domande inviando le risposte, via internet, al SGR (il sistema informatico centrale dell’ISTAT). In tal modo si è evitata l’intervista da parte del rilevatore comunale. Nell’ambito del Comune di Arezzo a oggi il 3,4% degli interessati ha seguito questa procedura innovativa, con 80 questionari correttamente compilati on-line.
Ovviamente, è stato determinante il lavoro quotidiano, di tipo tradizionale, dell’Ufficio comunale, del gruppo di coordinamento e dei 18 rilevatori, ciascuno dei quali ha percorso in lungo e in largo il vasto territorio aretino – dalla vallata dell’Arno alla montagna di Santa Maria Rassinata – per individuare gli imprenditori agricoli e intervistarli, uno per uno.