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Nasce la voce dei Phone Center Aretini

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Nasce la voce dei Phone Center Aretini

AREZZO – Nasce il comitato dei Phone Center aretini. Non un vero e proprio sindacato di categoria, ancora, ma un organismo che avrà il compito di orientare gli addetti del settore ed aiutarli ad aprirsi alla città e agli aretini. A tenerlo a battesimo è stata la Confcommercio di Arezzo, presso la cui sede si sono riuniti gli operatori, in rappresentanza delle 13 imprese esistenti nel capoluogo.
L’obiettivo è dimostrare che le loro attività, sospese tra il commercio ed i servizi e caratterizzate da una componente multietnica molto spiccata, rispettano le regole e sono integrate nel tessuto socio-economico della città. E adesso cercano il dialogo con gli altri pubblici esercizi e con la gente, per abbattere il muro della diffidenza e dei pregiudizi.
Notizia Archiviata. Immagine non più disponibile. Il gruppo degli imprenditori di Phone Center, che per adesso si è costituito in via infomale sotto l’egida della Confcommercio, nel corso di una riunione nel quartier generale di via XXV Aprile ha individuato tre rappresentanti: il bengalese Akm Mine Uddin, il dominicano Julio Cesar Garden Regalado e il pakistano Shahid Amin. Una scelta che “nasce – precisa il direttore della Confcommercio Franco Marinoni – dalla volontà di rispettare cultura e tradizioni degli operatori che lavorano all’interno dei phone center. Che svolgono molto più di una funzione commerciale, sono un legame con la patria d’origine per tutti gli stranieri in città, che lì possono telefonare a casa, mandare soldi alla famiglia, acquistare prodotti di importazione introvabili nei supermercati. E, non ultimo, incontrarsi con altri connazionali e ricevere consigli su come districarsi tra le mille novità di un Paese straniero”.
Notizia Archiviata. Immagine non più disponibile. “È la prima volta – prosegue Marinoni – che i phone center si organizzano individuando al proprio interno dei referenti che avranno la funzione di fare da portavoce, ma anche di coordinare il gruppo e segnalare problematiche ed esigenze, aprendosi alla collaborazione con le istituzioni locali e con le altre imprese. E la cosa importante è che lo abbiano fatto all’interno di una associazione di categoria aretina, a riprova di un buon indice di integrazione e di collaborazione”.
Sul tasto dell’integrazione ribatte anche Mohammed Sajad, vicepresidente del sindacato degli imprenditori stranieri creato presso l’Ascom aretina, che ha sostenuto da subito l’iniziativa legata ai phone center: “gli operatori dei phone center vogliono far capire alla popolazione aretina a cosa servono i loro negozi, nella speranza che si abbatta quell'alone di diffidenza che essi stessi percepiscono”.
Notizia Archiviata. Immagine non più disponibile. Al proposito, uno dei tre eletti, Julio Cesar Garden Regalado, sottolinea: “noi offriamo servizi a tutti, non solo ai cittadini stranieri, ed a costi contenuti soprattutto nel settore delle comunicazioni. Anche per questo siamo interessati ad integrare le nostre al resto delle attività economiche del territorio”. “Il nostro comitato – gli fa eco Akm Mine Uddin dell’azienda Badhon – si muoverà nell’ottica di una completa collaborazione con le istituzioni e gli altri pubblici esercizi. Siamo imprenditori come gli altri, lavoriamo nel rispetto delle regole e per questo vogliamo rispetto. È così che si costruisce la vera integrazione”.
La prima proposta dei phone center è già stata lanciata: collaborare con autorità, istituzioni e rappresentanti delle altre categorie per discutere le problematiche inerenti all’ordine pubblico e trovare le migliori soluzioni per garantire sere tranquille alla popolazione aretina: “Vi sono alcuni – continua Regalado – che attribuiscono ai phone center la causa di qualsiasi zuffa o litigio nel centro storico, dimenticandosi che tali episodi spesso avvengono lontano dai nostri negozi e coinvolgono persone che non sono affatto nostri clienti. Quello che a noi interessa, come credo interessi ogni operatore, è di poter lavorare senza problemi e in tranquillità. Siamo quindi disponibili a collaborare con le autorità per aiutarli nel loro prezioso lavoro di controllo e prevenzione”.