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In piazza contro la ‘ndrangheta a Reggio

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Reggio Calabria – (Adnkronos/Ign) – ''Mai come in questo momento viene avvertita forte l'esigenza di legalità''. Lo ha detto il procuratore generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro, nel corso del suo intervento alla manifestazione 'No 'ndrangheta' che si è svolta nella Città dello Stretto organizzata dal direttore del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza.
La parola legalità ''diventa quasi un vaneggiamento dell'anima che s'infrange sugli scogli della realtà quotidiana, incline al compromesso'', ha aggiunto Di Landro, che si rivolge alle persone che ''con inerzie e dichiarazioni hanno consentito al fenomeno di crescere. Anche costoro, con le loro sottovalutazioni sono responsabili di quanto accade''.
Il pg di Reggio Calabria aveva esordito il suo intervento con ''I have a dream, yes we can. Se noi vogliamo, possiamo uscire dall'oppressione mafiosa''. Salvatore Di Landro ha posto tre obiettivi: l'educazione, la prevenzione e la repressione. Il più importante è il primo perché solo così si potranno formare le coscienze che crescendo riusciranno a opporsi alle logiche mafiose. ''Nel panorama della storia – ha proseguito il pg – siamo ben poca cosa e passeremo presto. Ma rimarrà il segno di una vita ben spesa perché connotata da comportamenti corretti, leali e buoni''.
L'iniziativa odierna è nata dopo l'ultimo attentato al procuratore generale della città. Sono 581 le adesioni alla manifestazione tra associazioni, enti, partiti.
A parlare sul palco soltanto i testimoni della lotta alla criminalità. Primo tra tutti, appunto, il pg Di Landro, poi, le testimonianze di un imprenditore e un commerciante vessati, un sindaco intimidito, un sacerdote impegnato in prima linea, un sindacalista minacciato. In piazza anche i genitori di Domenico Gabriele, il bambino ucciso per errore in un campo di calcetto a Crotone durante una sparatoria.

Articlolo scritto da: Adnkronos