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Mousavi, il candidato riformista che piace a molti conservatori

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TEHERAN – Ex primo ministro della Repubblica Islamica, nonche' attuale membro del Consiglio per il Discernimento, Mir Hossein Mousavi e' considerato il principale candidato riformista alle prossime elezioni presidenziali. A partire dalla Rivoluzione iraniana del 1979, Mousavi ha iniziato la sua attivita' politica ricoprendo importanti cariche politico-istituzionali.

E' stato membro del Consiglio rivoluzionario (1979-1980), membro del comitato direttivo del partito Jomhurye Eslamy (Repubblica Islamica) (1979-1981), Ministro degli Esteri (1981), Primo Ministro (1981-1989), membro del Consiglio per il Discernimento (dal 1989), consulente politico della Presidenza della Repubblica sia nel governo dell'ayatollah Ali Akbar Hashemi Rafsanjani (1989-1997) sia nel governo di Mohammad Khatami (1997-2005).

La partecipazione attiva di Mousavi, in trent'anni di Repubblica Islamica, alla vita politica iraniana gli e' valsa appoggi bipartisan: gode infatti della stima sia dei riformisti sia di molti conservatori. Il suo programma elettorale si incentra principalmente su quattro elementi: il risanamento dell'economia, l'ammodernamento dell'industria petrolifera, il rafforzamento dei diritti politici e civili e l'attuazione di nuove politiche del lavoro.

La politica economica, quindi, costituisce il cuore del programma di Mousavi, un uomo noto per la sua posizione islamico-socialista e per una particolare attenzione alla classe lavoratrice. Nel corso degli ultimi anni Mousavi ha criticato piu' volte il governo di Mahmoud Ahmadinejad, ritenendolo non in grado di migliorare l'economia del paese e, nel suo programma, ha indicato le politiche che rilancerebbero l'economia.

Obiettivi prioritari per il candidato riformista sono la diminuzione del tasso d'inflazione e l'aumento dell'occupazione. L'ex primo ministro, inoltre, intende creare uno spazio politico libero nel quale le diverse realta', presenti sul territorio, possano esprimere le proprie opinioni sul governo. Mousavi gode di un sostegno trasversale sia negli ambienti riformisti sia in una parte della stessa area conservatrice. Sono infatti in molti a ricordarlo come persona di fiducia dell'ayatollah Khomeini, il fondatore della Repubblica Islamica.

Il suo elettorato di riferimento rimange comunque quello dei giovani e delle donne che, nelle ultime settimane di campagna elettorale, hanno dimostrato il loro sostegno con una partecipazione numerosa ai comizi e con oltre 500mila iscrizioni al suo gruppo su Facebook. In molti hanno rivisto l'entusiasmo manifestato in occasione delle elezioni di Khatami nel 1997.

Il colore verde e' diventato il simbolo del movimento pro-Mousavi e per le strade e' facile incontrare giovani che usano indumenti di questo colore. Una buona parte del movimento riformista, seguendo il suo leader che rimane Mohammad Khatami, si e' schierato in favore di Moussavi, mentre una parte minoritaria, anche se guidata a sua volta da personalita' di spicco, come il giornalista Emadoddin Baghi, si e' schierata in favore dell'altro candidato riformista, l'hojatolislam Mehdi Karroubi.

Anche negli ambienti conservatori, ancorche' in modo non organico, diversi studiosi islamici e vari attivisti politici hanno espresso il proprio sostegno per Moussavi. Si e' infatti istituito 'Il fronte dei principalisti sostenitori di Mousavi', che ritiene l'ex primo ministro il candidato giusto per risolvere l'attuale critica situazione del paese. Moussavi gode anche dell'appoggio del Presidente del Consiglio per il Discernimento, l'ayatollah Rafsanjani, insieme al partito Kargozaran, vicino alle posizioni del presidente stesso.

Secondo gli ultimi sondaggi, pubblicati da 'Ayandehnews' e 'Ilna', molto vicine ai riformisti, Mousavi godrebbe di un consenso fino al 64% nei centri urbani e fino al 42%, nei centri rurali. Numeri a parte, e' comunque evidente che Mousavi sara' il principale avversario del presidente Ahmadinejad nella consultazione del 12 giugno.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Aki