Arezzo – Si celebra domani, mercoledi 9 febbraio, la prima Giornata nazionale degli Stati vegetativi. Una data, quella scelta dal Governo, che coincide con il secondo anniversario della morte di Eluana Englaro e che, immancabilmente, è anche motivo di accesi confronti, polemiche e nuove divisioni. L'aspetto positivo – al di fuori di qualsiasi schieramento – è rappresentato dall'auspicio che la giornata nazionale possa favorire "l'attenzione e l'informazione sulle persone in stato vegetativo, sulle famiglie che le accudiscono e sulle strutture sanitarie deputate all'assistenza".
Lo stato vegetativo viene definito in vari modi, ma la sua definizione internazionalmente accettata, lo indica come una condizione clinica in cui la persona ha gli occhi aperti, è sveglio, ma non comunica e non risponde all’ambiente circostante. Può essere determinato da gravi traumi cranio encefalici, emorragie e ischemie cerebrali o anossie cerebrali.
All'interno dell'Azienda sanitaria aretina, ad oggi, i pazienti con gravi cerebro lesioni acquisite – patologie che possono portare allo stato vegetativo – trovano una qualificata risposta nei presidi ospedalieri di Arezzo ed in quello della Gruccia, con una dotazione complessiva di 18 posti letto dedicati. Un potenziale che fa della Asl aretina un punto di riferimento per tutta Area Vasta Sud-Est e polo di attrazione extraregionale. In Valdarno, i posti letto e le attività riabilitative sono gestiti direttamente dal Centro di Riabilitazione di Terranuova Bracciolini (CRT).
Domani, in occasione della giornata nazionale degli stati vegetativi, dalle ore 12,00 alle 14,00, le due strutture del San Donato e della Gruccia saranno a disposizione dei cittadini con le proprie équipes multiprofessionali, per far conoscere ciò che è stato fatto negli ultimi anni, i programmi futuri e, naturalmente, per fornire informazioni approfondite sui percorsi assistenziali e riabilitativi.