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Luigi Triggiano su Missione Libano

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AREZZO – Il consigliere della Margherita Luigi Triggiano è tornato dal Libano dove ha partecipato, su delega del Sindaco e dell’amministrazione, dal 26 al 31 marzo, alla prima missione degli Enti Locali per la Pace, un progetto di cooperazione con il programma Art Gold delle Nazioni Unite e che ha visto una delegazione di amministratori italiani recarsi nel martoriato paese del Medio Oriente per portare un messaggio che contribuisca alla pacificazione generale dell’area. Di questa missione è stato presentato da Luigi Triggiano al Consiglio un dettagliato rapporto.
“La difficile situazione del Libano – ha dichiarato Triggiano – e le sofferenze delle varie comunità che vivono in quel paese, ci deve spingere ad agire assieme, tra più soggetti cooperanti per unire forze e risorse. La guerra dell’estate scorsa ha aggravato la realtà libanese con un carico di morte e distruzione che aggrava il compito di chi vuole contribuire alla ricostruzione economica e sociale di una nazione già provata da decenni di guerra civile.
La prima parte della missione è stato dedicato alla conoscenza e all’approfondimento istituzionale del sistema governativo ed elettorale del paese, con specifica attenzione alle amministrazioni comunali libanesi che sono risorte solo nel 1998 dopo ben 35 anni di latitanza a causa della guerra. Solo da questo dato, risulta evidente come queste amministrazioni manchino di strutture, uomini, esperienza e ovviamente risorse, d’altronde in 9 anni era impossibile pretendere il recupero di ritardi decennali.
Il secondo momento della missione ha riguardato l’incontro con membri delle Nazioni Unite mentre con il terzo abbiamo preso maggiore confidenza con le municipalità incontrando varie loro delegazioni e concentrando, come gruppo toscano, l’attenzione nel Libano meridionale e a Beirut sud, proprio quella parte maggiormente interessata dagli eventi bellici dell’estate scorsa.
Credo che sia proprio questo il processo da seguire – ha concluso Luigi Triggiano – dal basso verso l’alto, dai comuni allo Stato, per sensibilizzare e contribuire a formare una classe dirigente prima locale, poi nazionale, che sappia apprendere tecniche di governo, di gestione dei servizi sociali e del welfare e metterle in pratica nella propria realtà. Devo dire che a livello locale, ho notato una maggiore comunicabilità e dialogo anche fra le varie etnie, religioni e comunità che compongono il melting-pot libanese. Si superano più facilmente gli steccati confrontandosi con i problemi concreti, come possono essere la salute, l’educazione piuttosto che l’approvvigionamento idrico, che oggi avviene anche a Beirut tramite pozzi artesiani condominiali: i municipi diventano così una scuola di tolleranza e rispetto reciproco che può riverberare i suoi effetti positivi anche a livelli nazionali di governo e contribuire a sviluppare quel concetto di cittadinanza che sta alla base dei diritti e dei bisogni di ogni uomo in tutti i paesi della Terra. Saremmo felici se il contributo della comunità di Arezzo per il popolo libanese potesse sostenere questo processo”.