(AdnKronos) – Per Andrea Delitala, head of investment advisory di Pictet Asset Management, “che l’Italia sia sotto osservazione da parte dei mercati, e delle agenzie di rating che si pronunceranno nei prossimi mesi, è abbastanza chiaro”. D’altro canto, spiega all’Adnkronos, si tratta di “un Paese ad alto debito che va rifinanziato in continuazione per la quota di titoli in scadenza, pari a circa 30 miliardi di euro al mese data la durata media di 7 anni, che aumenta ogni anno al ritmo scandito dal deficit della Pubblica amministrazione, cioè saldo tra entrate fiscali e le uscite”.
Quest’anno, “tale saldo, dall’aggiornamento Def di aprile, è previsto a circa 28 miliardi, l’1,6% del Pil e all’1% l’anno prossimo”. Dunque, “pur avendo un discreto avanzo primario, il deficit prima degli interessi sul debito, pari al 2% del Pil, il saldo complessivo è negativo e destinato ad aumentare con la risalita dei tassi di interesse: sia che questa avvenga per motivi virtuosi come una migliore crescita globale, sia in modo ben più preoccupante se i tassi italiani aumentano in modo autonomo, con aumento degli spread, ovvero del differenziale di rendimento rispetto ai titoli di altri Paesi, frenando la crescita anziché accompagnarla”.
“Se alla cornice di alto debito descritta si aggiunge incertezza sulla sostenibilità delle finanze pubbliche nel medio periodo o sull’adesione all’euro -prosegue Dellitala- non deve sorprendere che lo spread aumenti”.