Home Nazionale 2015: Alitalia, Fs e Telecom, le grandi partite industriali/Adnkronos (2)

2015: Alitalia, Fs e Telecom, le grandi partite industriali/Adnkronos (2)

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(AdnKronos) – I primi sei mesi chiudono con un rosso di 130 milioni. Il trimestre estivo vira in terreno positivo e la compagnia, al 30 settembre, nonostante i problemi su Fiumicino, colpito da un devastante incendio a maggio, riesce a contenere le perdite nette a 92 milioni e una perdita operativa a 66 milioni. Per l’intero esercizio, il piano prevede perdite interno ai 200 milioni. Ma le sorprese non tardano ad arrivare. A settembre, lascia l’ad Cassano. Sembra un fulmine a ciel sereno ma la decisione del top manager sembra nascere da un crescendo di tensione al vertice della compagnia e di scontento degli azionisti che rimproverano a Cassano una strategia poco efficace e chiedono un’accelerazione nel turnaround. Le deleghe di Cassano passano al presidente Montezemolo. Il quale mette subito in chiaro che “il piano non cambia” e rimane l’obiettivo dell’utile nel 2017. E non nasconde che “serve ancora molto lavoro per raggiungere un successo duraturo”.
La ricerca del nuovo amministratore delegato comincia subito. L’identikit, consegnato agli headhunter, è quello di un manager esperto del trasporto aereo e dal profilo internazionale. A tre mesi esatti, dall’uscita di Cassano, arriva la fumata bianca. Il nuovo ad sarà Cramer Ball, australiano, come Hogan, 48 anni, manager considerato esperto di turnaround che arriva dalla ‘galassia Etihad’. Tra gli altri incarichi della sua ventennale carriera, Ball è da ottobre 2014 ceo di Jet Airways e per due anni ad di Air Seychelles. Per Alitalia, è il primo capoazienda straniero e prenderà il timone all’inizio di marzo 2016.
Dagli aerei ai treni. Anche in questo caso, il cammino delle Ferrovie dello Stato non è stato senza scossoni, soprattutto nelle ultime settimane. Ma serve fare prima un passo indietro: il gruppo è stato inserito dal Governo nell’agenda delle privatizzazioni. Oltre a Poste, sbarcata in Borsa a fine ottobre, e all’Enav, la cui quotazione è prevista per il prossimo anno, l’altra grande privatizzazione è proprio quella delle Ferrovie. Un’operazione che si presenta subito complessa nelle sue modalità di attuazione.