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Lirica, la pioggia non ferma la protesta del Teatro dell’Opera

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ROMA – La pioggia si abbatte sulla kermesse musicale di protesta del Teatro dell'Opera di Roma contro il decreto riforma delle fondazioni liriche. Coro, orchestra e corpo di ballo della Fondazione capitolina, come annunciato nei giorni scorsi, avevano iniziato lo spettacolo sulla piazza antistante il teatro gremita di gente, quando, sulle prime note dell'Inno di Mameli è iniziata una pioggia battente. La manifestazione si è spostata in sala dove è ricominciata dall'inizio con l'esecuzione di 'Fratelli d'Italia'.
''Inutile erogare soldi e creare debito. E mi riferisco alle fondazioni liriche che ricevono dallo Stato 235 milioni all'anno per arrivare a 500 milioni circa con i fondi delle altre istituzioni e spendono tutto per il personale, senza lasciare fondi alla programmazione'', afferma il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro che esprime la sua solidarietà al ministro Sandro Bondi, ''bersaglio e vittima di una aggressione mediatica barbarica e indegna''.
"Siamo in piazza per difendere la cultura e l'arte", rivendica, parlando con l'ADNKRONOS, l'attrice Simona Marchini che ha preso parte alla manifestazione musicale di protesta. "Il teatro è un dovere – dice – la cultura è un dovere dello Stato ed è un diritto dei cittadini. Senza cultura un paese muore".
Alla manifestazione hanno preso parte anche tanti esponenti degli enti locali. Cristina Scaletti, assessore alla Cultura della Regione Toscana, lancia un appello "affinché anche altre regioni si attivino per verificare l'incostituzionalità del decreto", dice all'ADNKRONOS. Dario Nardella, vicesindaco del Comune di Firenze, si rivolge al governo. "Non vogliamo fare una battaglia ideologica – dichiara all'ADNKRONOS – ma chiediamo al governo un confronto vero non a colpi di decreto legge e senza la spada di Damocle dei tempi di conversione del decreto".
Anche Cecilia D'Elia, assessore alla Cultura della Provincia di Roma, chiede "al governo di aprire un reale tavolo di discussione sul decreto". "Ci sono molti punti del decreto – aggiunge all'ADNKRONOS l'assessore – che non mi convincono, che mettono in discussione la professionalità dei lavoratori, dei musicisti".
Per il sindaco di Bari Michele Emiliano, ''il decreto di riforma delle fondazioni lirico-sinfonico deve essere convertito in disegno di legge per avviare un confronto parlamentare''. ''Andando avanti con questo decreto – prosegue con l'ADNKRONOS Emiliano – si rischia di stroncare un intero settore culturale, quello della lirica, tra i più importanti in Italia, e questo è politicamente e culturalmente sbagliato''.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign