AREZZO – 30 lavoratori “in nero” scoperti, oltre 3.000 articoli di oreficeria e bigiotteria contraffatti sequestrati, 7 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria, 9 aziende orafe sospese per violazioni alla normativa sul lavoro.
E’ questo il bilancio dell’operazione “Fake and black”, fatta scattare nei giorni scorsi dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo, che hanno sottoposto a controllo decine di imprese orafe, sospettate di operare una concorrenza sleale nei confronti delle numerosissime realtà imprenditoriali che compongono il distretto dell’oro, da sempre volano dell’economia di questa Provincia.
Fin dai primi controlli i finanzieri hanno trovato inquietanti conferme ai loro sospetti, frutto di una mirata attività di intelligence e di controllo economico del territorio: presso ben 5 aziende ubicate nell’hinterland aretino, infatti, gestite da anni da imprenditori locali, denunciati a piede libero alla locale Procura della Repubblica per il reato di contraffazione, sono stati rinvenuti, pronti per essere immessi nel circuito del commercio al dettaglio, prodotti contraffatti recanti i marchi delle più note griffes quali “Louis Vitton”, “Versace”, “D&G.”, portachiavi di note case automobilistiche e loghi di alcune squadre di calcio della serie A.
I risultati più eclatanti, invece, in materia di lavoro nero, sono stati conseguiti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Arezzo nel corso di controlli alle numerose micro-imprese gestite da soggetti di etnia pakistana, indiana e bengalese, specializzati nella rifinitura dei prodotti di bigiotteria.
Presso di esse, infatti, quasi sempre ricavate in garage, cantine e locali di fortuna, sono stati individuati ben 30 lavoratori completamente “in nero”, alcuni dei quali, all’atto dell’intervento dei finanzieri, hanno tentato di darsi precipitosamente alla fuga, cercando – in alcuni casi – di scappare dalle finestre poste sul retrobottega con l’aiuto di scale ed altri mezzi di fortuna.
Per aver impiegato personale in nero in misura superiore al 20% della forza lavoro effettiva, i funzionari della locale Direzione Provinciale del Lavoro, attivati dalle Fiamme Gialle, hanno sospeso 9 attività imprenditoriali.
Sono in corso gli approfondimenti di natura fiscale.
L’operazione “Fake and black” è solo l’ultima, in ordine di tempo, delle attività poste in essere dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo a tutela della sicurezza economica e del mercato, che hanno portato, dall’inizio dell’anno, ad individuare 65 lavoratori in nero e sospendere ben 17 attività imprenditoriali per violazioni alla normativa sul lavoro e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
I risultati conseguiti testimoniano, ancora una volta, la centralità del ruolo svolto dalla Guardia di Finanza, anche in questa Provincia, quale Corpo di polizia economico-finanziaria, a contrasto di quei fenomeni di contraffazione, abusivismo e lavoro nero, segnalati recentemente dai rappresentanti delle Associazioni orafe al Sig. Prefetto di Arezzo e si collocano nel quadro delle linee strategiche disegnate da S.E. Dott. Salvatore Montanaro per garantire, alla collettività aretina, livelli sempre più alti di sicurezza integrata, partecipata e condivisa.





