(AdnKronos) – (Adnkronos) – “Stabilito – continua Bertin – che le Regioni a statuto speciale godono di privilegi determinati dalla Costituzione (e dunque difficilmente modificabili), risulta evidente che anche la stessa divisione per regione rischi di essere improduttiva. Infatti, le tre Regioni a statuto ordinario più piccole, Umbria, Molise e Basilicata, presentano una spesa pro capite (3.137 euro) del 5,8% superiore alla media. Questo significa che le economie di scala non sono un optional ma una necessità: maggiore è la popolazione servita, minore è il costo pro capite”.
Dunque si può risparmiare. Secondo l’Ufficio Studi Confcommercio ai livelli attuali dei servizi pubblici si potrebbero risparmiare più di 74 miliardi di euro, pari al 42% del totale nazionale. In altre parole, se si potessero replicare dappertutto i prezzi della Lombardia i servizi pubblici locali in Italia potrebbero costare 102,3 miliardi di euro contro gli oltre 174.
“Un esercizio teorico – conclude il presidente dell’Ascom – visto che le economie di scala non sono possibili dappertutto (si pensi solo ai costi dei servizi in montagna rispetto alla pianura) ma un 70% di spesa in più potrebbe senz’altro essere ridotto. In subordine, ma per noi veneti non tanto in subordine, dovrebbe intervenire un sistema premiale per cui a spese virtuose dovrebbero corrispondere anche altrettanti riconoscimenti. Invece scopriamo ad ogni piè sospinto che più i veneti sono virtuosi e più gli vengono sottratte risorse!”