– Le operazioni di aggregazione hanno inciso sulla crescita dimensionale in misura marginale (0,6% delle imprese in ciascun anno). Con riferimento alla dinamica dei valori medi di alcuni indicatori di dimensione l’analisi sottolinea che il fatturato medio nel 2012 si è assestato a 44,3 milioni di euro, in crescita del 27% sul 2003 (+9,4% in termini reali); il totale attivo medio è stato pari a 48 milioni, in aumento del 39,5% sull’inizio del decennio (+20,3% deflazionato). L’occupazione media per impresa non è cresciuta nel decennio, segnando anzi una lieve flessione sia in termini medi (da 149 a 146 unità, -2,3%) che mediani (da 115 a 112, -3,6%).
La meccanica, il chimico-farmaceutico e l’alimentare sono i settori che hanno maggiormente incrementato la propria rilevanza sul 2003. Quanto alla redditività, il rendimento del capitale investito (roi) nelle medie imprese nel biennio 2011-2012 si salda al 7,1% guadagnando l’1% rispetto al 2009, anno che ha registrato un importante crollo dei margini a seguito della crisi finanziaria. La redditività netta espressa dai valori di roe ha seguito una traiettoria analoga assestandosi al 4,7% nel 2012 (+2,3% rispetto al 2009). Il raffronto con i gruppi maggiori mette in evidenza un quadro di minore reattività di questi ultimi che hanno segnato livelli mediamente inferiori di roi e un forte rallentamento di quelli di roe (-3,4 punti sul 2009). La redditività netta delle multinazionali italiane appare invece allineata, e talora superiore, alle medie imprese, ma resta un ritardo importante in termini di rendimento di capitale proprio rispetto al periodo pre-crisi (-5,4 punti).
La tassazione delle medie imprese continua ad essere punitiva. Nella media del periodo 2003-2012 il carico fiscale che ha gravato sulle medie imprese con risultato ante imposte positivo si è assestato al 43,7% ovvero circa 11 punti percentuali sopra la media delle grandi imprese (33%). Nel 2012, 759 delle 3463 medie imprese hanno chiuso con un risultato di competenza del gruppo negativo. (segue)