– La struttura finanziaria delle medie imprese risulta solida con una dotazione di mezzi propri sufficiente a finanziare integralmente gli attivi immobilizzati (62% contro 45,8% nella media del periodo 2003-2012); nel contempo l’attivo corrente netto ha una consistenza superiore a quella dei debiti finanziari scadenti entro l’esercizio successivo (42,2% contro 29,8%). Le attività liquide hanno una rilevanza contenuta (12% del totale), indicando una conduzione d’impresa concentrata sulle attività operative e produttive che non cede alla diversificazione in impieghi di natura finanziaria, se non nella misura in cui essi sono strumentali alla gestione industriale.
La propensione all’export delle medie imprese è decisamente elevata, tanto che la quota di aziende esportatrici ha sfiorato l’83% nel 2013. Per l’anno in corso si conferma l’apporto determinante che le vendite all’estero potranno fornire ai risultati aziendali (gli ordinativi esteri saranno in crescita per il 53% delle imprese, rispetto a un 9% che li attende in calo), mentre l’andamento del mercato interno sarà più debole (solo il 27% di imprese si attende un rialzo degli ordinativi interni rispetto al 2013, contro il 17% di quante che ne prevedono una flessione).
Per le medie imprese collocate all’interno dei distretti le prospettive di crescita sui mercati internazionali sono addirittura migliori rispetto al totale delle medie imprese (il 56% prevede ordinativi esteri in aumento nel 2014, rispetto a un 8% in riduzione) e anche al mercato interno si guarda con più ottimismo (per 31% delle medie imprese distrettuali gli ordinativi interni cresceranno nel 2014, contro il 16% che li attende in calo). (segue)