TEHERAN – Sembra sempre più lontano l'accordo tra l'Iran e la comunità internazionale sul dossier nucleare. Secondo quanto affermato da Alaeddin Boroujerdi, influente capo della commissione parlamentare per la Politica estera e la Sicurezza nazionale Teheran non intende infatti mandare all'estero il suo uranio perché sia trasformato in combustibile nucleare. Un annuncio che appare come un nuovo, preciso, dietrofont delle autorità locali alla timida apertura fatta dal presidente Mahmoud Ahmadinejad sulla proposta approvata dall'Onu e dai Paesi occidentali.
"L'Iran non cederà niente dei suoi 1200 chilogrammi di combustibile nucleare per ricevere un carburante arricchito al 20%. Che sia graduale o in una volta sola, ciò non accadrà", ha affermato Boroujerdi, citato dall'agenzia stampa Isna. Il Presidente della Commissione esteri spiega che gli esperti iraniani 'stanno valutando i modi per ottenere il combustibile' e Ali Asqar Soltanieh, rappresentante di Teheran all'Aiea, sta 'negoziando per trovare una soluzione'.
Le parole di Boroujerdi giungono mentre l'Aiea, è ancora in attesa della risposta ufficiale iraniana alla proposta presentata il 21 ottobre sull'arricchimento in Russia e Francia dell'uranio necessario per un reattore a scopi di ricerca vicino Teheran. In base all'accordo, sottoscritto da Mosca, Parigi e Washington, l'Iran avrebbe dovuto esportare quasi tutto il suo uranio (il 75% circa) debolmente arricchito (fino al 5%) per farlo trattare ulteriormente in Russia. La Francia avrebbe dovuto in seguito garantire la trasformazione in combustibile nucleare per il reattore iraniano. "L'Occidente non può imporre scadenze e noi non siamo impegnati dalle loro dichiarazioni", ha affermato il deputato, secondo il quale va trovato un diverso modo di rifornire il reattore di Teheran. L'ambasciatore iraniano presso l'Aiea, Ali Asghar Soltanieh, "ha avviato colloqui per trovare un approccio a questa questione", ha aggiunto Boroujerdi.
Una prima, seppur indiretta, risposta della comunità internazionale arriva intanto dal presidente russo, Dmitri Medvedev che in una intervista all'ultimo numero del settimanale tedesco Der Spiegel non ha escluso nuove sanzioni contro Teheran nel caso dovesse assumere una "posizione non costruttiva" sul dossier relativo al suo programma nucleare. 'Se la dirigenza iraniana assumerà una posizione meno costruttiva, in teoria tutto è possibile", ha detto Medvedev, che però ha confermato l'impegno a mantenere una posizione di mediazione: "Non voglio che tutto questo finisca con l'adozione di sanzioni internazionali perché le sanzioni, di solito, portano a situazioni più complesse e potenzialmente pericolose. Ma se non c'è alcun passo avanti allora nessuno potrà escludere questo scenario'.