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Tutti i numeri del servizio idrico

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AREZZO – E’ stato l’Amministratore Delegato di Nuove Acque, Jerome Douziech, a fornire stamani le principali cifre che evidenziano sia la crescita della Società che del servizio idrico nel territorio dell’Ato 4.
“Operiamo in una realtà molto frammentata: talvolta abbiamo strutture a disposizione di una decina di utenti. E frammentata è anche la “fonte” del nostro servizio: non abbiamo solo Montedoglio ma una grande quantità di sorgenti montane e di falde”. Nuove Acque ha fatto molto e molto ha in programma. Ancora Douziech: “nel Piano 2009/2011 prevediamo altri 36 milioni di euro d’investimenti. Abbiamo in programma di servire altri 2.000 utenti. Grande attenzione alla depurazione: abbiamo attivato 27 depuratori e alla fine del 2011 tutti gli agglomerati con più di 2.000 ‘abitanti equivalenti’ avranno il servizio di depurazione. Per solo questo settore l’investimento previsto è di 13 milioni di euro”.
L’attenzione alla qualità dell’acqua è testimoniata dalla cosiddette “non conformità” rilevate dalle
Autorità di controllo: sono diminuite di ben 10 volte dal 1999 ad oggi. Dalla qualità alla quantità: nel 1999 si erano registrati 1.500 utenti rimasti senz’acqua per più di 12 ore, nel 2004 erano scesi a 139 e quest’anno sono pari a zero. Douziech ha ricordato l’attenzione agli utenti con il fondo utenze deboli prima e con le tariffe agevolate oggi, i contributi per le famiglie numerose e la proroga dei termini per l’interruzione del servizio. Cresce in modo esponenziale il numero di cittadini che bevono l’acqua dei rubinetto. “Tutti gli elementi di maggiore qualità del servizio si traducono in un risparmio per l’intero ‘sistema’ e quindi per le singole famiglie. Se pensiamo a quanto si risparmia bevendo l’acqua del rubinetto invece di quella in bottiglia che costa 100 volte di più, se calcoliamo i risparmi energetici che stiamo ottenendo grazie alle nuove tecnologie che attiviamo ed altri fattori di costo, possiamo vedere che la crescita di qualità del servizio è in grado di far risparmiare all’intero sistema circa 8 milioni di euro all’anno. Quindi circa 65 euro a famiglia”.
Ed ai costi ed alle tariffe è stata dedicata la relazione di Massimiliano Refi, Direttore di Aato 4 che ha illustrato una dettagliata sintesi pubblicata anche sul sito dell’Autorità di ambito. La sintesi: “per le utenze domestiche, i livelli di spesa sono penalizzati dai bassi consumi e questo per la presenza della quota fissa. Per le utenze produttive e pubbliche siamo sui livelli medi regionali”. Refi ha quindi contestato l’affermazione ricorrente che quelle aretine siano le tariffe più care d’Italia. Per i consumi da 100 e 150 metri cubi lo sono quelle di Aato 2, per quelle superiori lo sono quelle di Aato3. Il nostro Aato ha le più alte per i consumi fino a 50 metri cubi. E Refi ne ha spiegato la ragione non solo con la presenza della quota fissa ma anche con una serie di penalizzazioni che ha l’Ato 4 rispetto ad altri ambiti: “insieme all’Ato 6 ha il livello più basso di popolazione; rispetto agli altri ha una data di attivazione che è almeno di tre anni precedenti con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di applicazione della tariffa. Se ‘simuliamo’ le tariffe ad uno stesso anno di gestione, scopriamo che Aato 4 scende molto più in basso nella classifica”. Il Direttore Refi ha infine sottolineato come “l’andamento del costo dell’acqua per famiglia sia percepito come superiore ad altri servizi. In realtà, il costo è equiparabile agli altri con l’esclusione del gas che occupa la fetta principale del bilancio familiare”.