Home Nazionale Titoli Stato: per analisti attacco mercati rischio reale/Adnkronos (2)

Titoli Stato: per analisti attacco mercati rischio reale/Adnkronos (2)

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(AdnKronos) – E dunque “Giorgetti ha ragione quando dice che tra la Borsa da un lato e gli spread dall’altro, gli speculatori hanno buon gioco”. Proprio la scorsa settimana, “ci sono state delle grosse vendite estere di debito italiano che è stato sottoscritto dalle banche italiane”; il che vuol dire che “gli speculatori non solo puntano a tassi più alti, ma stanno anche vendendo il debito pubblico pregresso che costava meno”. Detto questo, “gli speculatori guardano anche a quello che è il contesto industriale; tutti parlano di lavoro, ma nessuno ricorda che sono le industrie a crearlo. E un Paese incerto nelle linee guida industriali non invoglia certo investitori di medio e lungo periodo, ma chi specula sul differenziale del tasso”.
L’unica via possibile, per il numero uno di Aiaf, è la via già seguita dall’ex premier Gentiloni e dall’ex ministro Padoan, con il “mantenimento di tasse, il contenimento della spesa e le decisioni certe sugli investimenti. Ora siamo tra le ‘cassandre’, che ci vedono come il Varoufakis di turno che deve essere inquadrato secondo regole stringenti e altri, secondo i quali occorre ripartire e investire e non possono non riconoscerci una qualche elasticità”. Certo è che “frasi a effetto e minacce all’Europa non aiutano, specie a mercati aperti”. E “un politico che è arrivato al governo non dovrebbe più consentirsi certe sparate”.
“Una volta terminata la campagna elettorale, cioè, è evidente che chi governa deve essere prudente, non può continuare ad essere contro tutti e tutto. E se si accorge che una promessa non può essere mantenuta perché rischia di affondare il Paese, deve essere franco nel dire e agire”. In ogni caso, “considerando che finora alle promesse elettorali non sembra siano seguite grosse azioni coerenti, potrebbe essere che sotto sotto si stia cercando un compromesso tra ciò che è stato annunciato e ciò che è realmente fattibile. O davvero rischiamo di finire come la Grecia”.