Roma, 26 lug. (AdnKronos) – Cita Alessandro Manzoni ed in particolare uno dei capitoli in cui si narrano le vicende relative alla peste, per ricordare che il buon senso non può essere oscurato dal senso comune, soprattutto se questo porta con sè “i bacilli della divisione, del pregiudizio, della partigianeria, dell’ostilità preconcetta”. Con il rischio che l’Italia diventi un Far West, dove un adulto compra un fucile e spara da un balcone ad una bambina. Politici e giornalisti debbono perciò avere il “coraggio di contraddire opinioni diffuse”, dimostrando la capacità “di governare il linguaggio”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non lascia che la cerimonia del Ventaglio, tradizionale occasione di incontro con la stampa prima della pausa estiva, resti soltanto un appuntamento rituale.
E approfitta così dell’occasione per lanciare una serie di avvisi ai naviganti, perchè il confronto politico, e non solo, torni sulla rotta di una dialettica che, come sottolineato in altre occasioni, “può, e deve, essere franca, netta, talvolta anche aspra”, ma che non può prescindere dall'”ascolto delle ragioni degli altri” e dalla “capacità di porre in discussione le proprie certezze”, soprattutto di fronte a “problemi drammatici e questioni complesse”.
“L’Italia -afferma Mattarella- non può diventare -non diverrà- preda di quel che Manzoni descrive, con efficacia, nel trentaduesimo capitolo dei Promessi sposi, a proposito degli untori e della peste: ‘Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune’. Chi opera nelle istituzioni politiche –ma anche a chi opera nel giornalismo” deve “governare il linguaggio”, quindi avere “il coraggio di contraddire opinioni diffuse”, evitando di rimanere contagiato dal virus che si diffonde attraverso gli “usi distorti –talvolta allarmanti– del web”.