(AdnKronos) – In sostanza, l’accordo assegna a Eni una quota del 42,5% nelle aree contrattuali A e B (onshore) e C (offshore) della Libia, con Eni operatore, ruolo attualmente svolto da Bp, che ha una quota dell’85% in ogni blocco, mentre la Libyan Investment Authority detiene il restante 15%. “L’intento delle parti è di finalizzare ed eseguire tutti gli accordi necessari entro la fine dell’anno per avviare le attività di esplorazione nel 2019”, spiega Eni, sottolineando che la lettera d’intenti “rafforza l’impegno delle parti a contribuire allo sviluppo sociale del paese attraverso l’attuazione di iniziative sociali, compresi programmi specifici di istruzione e formazione tecnica”.
Secondo Descalzi, si tratta di un “importante traguardo che darà la possibilità di liberare il potenziale esplorativo della Libia riavviando le operazioni dell’Epsa sospese dal 2014. Inoltre, contribuisce a creare un contesto attrattivo per gli investimenti, volto a ripristinare i livelli di produzione e le riserve di idrocarburi del paese attraverso le infrastrutture già esistenti in Libia”. Per Dudley, “è un passo importante verso il nostro ritorno a operare in Libia: lavorare a stretto contatto con Eni e con la Libia ci consentirà di anticipare il riavvio dell’esplorazione in queste aree promettenti”.
La futura produzione dell’Epsa beneficierà delle importanti sinergie con le infrastrutture Eni-Noc già esistenti e del contributo di Mellitah Oil & Gas, applicando il modello fast-track di Eni per accelerare la messa in produzione. “Ciò aiuterà ulteriormente NOC a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale e promuoverà lo sviluppo delle competenze del paese attraverso la formazione e gli investimenti sociali”, conclude Eni.