(AdnKronos) – Infatti, mette in risalto il Presidente della Repubblica, “nessun ritorno alle antiche sovranità nazionali potrà garantire ai cittadini europei pace, sicurezza, benessere e prosperità, perché nessun Paese europeo, da solo, potrà mai affacciarsi sulla scena internazionale con la pretesa di influire sugli eventi, considerate le proprie dimensioni e la scala dei problemi”
A sostegno della sua tesi, Mattarella cita dati concreti. “L’Unione e i suoi Stati membri nell’anno 2000 hanno prodotto il 26,5% del prodotto interno lordo mondiale. Questa percentuale è scesa, nel 2015, di ben quattro punti. La popolazione dell’intero continente europeo -quindi anche al di fuori dei confini dell’Unione- è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi venti anni, intorno ai 750-800 milioni di persone. Al contempo la popolazione africana, che oggi si aggira intorno al miliardo, potrebbe raddoppiare in appena venticinque anni. Già questi due soli elementi rendono evidente che l’Europa nel suo complesso rischia di diventare più piccola sullo scacchiere internazionale, mentre, nel mondo, gli Stati ‘giganti’ continuano a crescere”.
Ma a parlare sono anche una serie di conquiste e risultati raggiunti. “La guerra è stata tenuta lontana e, per la prima volta da tempo immemorabile, tre successive generazioni non ne hanno conosciuto la barbarie. Ad accorgersene sono stati altri, in un Paese che non fa parte dell’Unione, assegnando nel 2012 -fra lo stupore di alcuni- il Premio Nobel per la Pace all’Unione europea”.