(AdnKronos) – Gli evidenti benefici derivanti dall’ingresso di capitali cinesi sul profilo di rischio finanziario delle pmi acquisite si giustificano con iniezioni di risorse finanziarie che si sono tradotte in un rafforzamento dei livelli patrimoniali e in una contemporanea contrazione dell’indebitamento finanziario. “Stando ai risultati del campione esaminato, le pmi interessate da investimenti cinesi hanno avuto benefici immediati in termini di stabilità finanziaria e patrimoniale. Le strategie di acquisizione portate avanti dai gruppi cinesi sul tessuto produttivo nazionale sono spesso accompagnate da significative iniezioni di liquidità a beneficio di equity e indebitamento” afferma Chloé Ehrhardt, Associate del team analitico di Crif Ratings e autrice della ricerca.
Sul fronte del debito, l’indebitamento finanziario netto (debiti finanziari – disponibilità liquide) del campione si è ridotto del 69%, una tendenza positiva che ha caratterizzato il 77% delle pmi acquisite. Il vantaggio immediato sull’equilibrio finanziario-patrimoniale è evidente anche dalla dinamica patrimoniale: il patrimonio netto del campione è cresciuto a livello aggregato del 25% tra l’anno post-acquisizione e l’esercizio precedente all’operazione di m&a e questa tendenza ha coinvolto il 62% delle imprese del campione.
A un anno dall’acquisizione i vantaggi non sono invece ancora evidenti dal punto di vista della marginalità: l’ebitda margin resta sostanzialmente stabile rispetto all’anno in cui si è concretizzata l’acquisizione e in contrazione rispetto all’anno precedente.