Palermo, 17 mar. (AdnKronos) – Un piano anticorruzione che permetta una collaborazione tra la Procura generale e la Corte dei Conti della Sicilia. Perché, come lamentano il Procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato e il Procuratore regionale della Corte dei Conti Giuseppe Aloisio, gli uffici anticorruzione in Sicilia non funzionano come dovrebbero. “E’ stato stipulato un importante accordo tra tutte le procure del distretto di Palermo, sotto il coordinamento della Procura generale di Palermo, e la Procura regionale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Sicilia – spiega il Pg Roberto Scarpinato – La Procura regionale della Corte dei conti è destinataria di una serie importante di notizie ce informazioni he provengono da uffici pubblici e acquisisce una serie di importanti notizie che possono avere grandi rilievo per le indagini penali”.
“Per questo motivo si è concordato – spiega ancora Scarpinato – che tutte queste informazioni saranno trasmesse dalla Procura dalle Corte alle procure che le valorizzeranno per indagini penali e anche per procedimenti che riguardano le misure di prevenzione patrimoniale. A loro volta le procure ordinarie acquisiscono una serie di informazioni che possono essere preziose per recuperare il danno erariale. Quindi le procure ordinarie trasmetteranno a loro volta queste di notizie. In particolare gli esiti di intercettazioni telefoniche e ambientali”.
“Non sarà uno scambio occasionale ma sistematico e istituzionalizzato che avverrà tramite dei referenti che ogni procuratore designerà e, attraverso un referente, che è stato indicato dal procuratore nel vice procuratore Luca Albo e che ha come scopo di mettere in sinergia risorse per rendere più efficace il contrasto alla corruzione e a tutte le indagini che portano a un danno erariale allo Stato”, spiega Scarpinato.