Home Nazionale Migranti: emergenza tribunali? No, tempi record per ricorsi e zero arretrati/Adnkronos

Migranti: emergenza tribunali? No, tempi record per ricorsi e zero arretrati/Adnkronos

0

Milano, 24 feb. (AdnKronos) – La giustizia non riesce a far fronte all’accoglienza, ma parlare di emergenza profughi nei tribunali è statisticamente sbagliato: sono meno di 100mila i ricorsi per richieste di asilo pendenti rispetto a un arretrato civile che conta circa 3,8 milioni di procedimenti ‘in attesa’. Su mille cause solo tre sono legate al tema migranti. In 4 anni (2013-2016) le domande di accoglienza presentate sono state 297.646, ben 222.123 quelle esaminate. L’Italia, dopo la Germania, è il secondo Paese europeo per numero di pratiche esaminate. La durata per accertare lo status di rifugiato è per legge di sei mesi – 163 giorni la media nel 2016 -, quella di un processo civile è di poco inferiore ai tre anni, 375 giorni solo per il primo grado.
L’incrocio dei dati ufficiali, elaborato dall’Adnkronos, restituisce numeri che sembrerebbero contraddire gli allarmi lanciati dai diversi tribunali lungo la Penisola. Ma le crisi internazionali in atto allarmano e aumentano il carico dei giudici civili. Secondo i dati del ministero della Giustizia, nel 2016 in tribunale a Milano, il numero di iscrizioni mensili è pari a 400, tendenzialmente si potrebbe arrivare a 4.800 procedimenti a fine anno; 350 la cifra a Torino che porterebbe la somma annua a 4.200. Il 2015 ha segnato nelle corti d’appello di Catania e Ancona +300%; lo stesso anno il tribunale di Roma ha registrato almeno 2.700 nuovi procedimenti. Lo straniero in attesa di giustizia – e dei suoi tre gradi di giudizio – può restare in Italia.
Dalle 26.620 richieste del 2013 si è passati alle 63.456 del 2014 (+143% in un anno), alle 83.970 del 2015 (+96% le decisioni, eliminato quasi l’intero arretrato 2014) fino alle 123.600 del 2016 (di cui 11.656 presentate da minori). Il 2017 vede un ulteriore incremento. Se nel 2013 chi riceveva protezione internazionale era il 61% (13% rifugiati) rispetto al 39% di diniego, nel 2016 questa percentuale è ribaltata: il 40% ottiene un esito positivo, di fronte a un rifiuto nel 56% dei casi. Numeri che pesano sulle Commissioni presso le prefetture, incaricate della prima valutazione, e che si traducono in impugnazioni, dando il via a processi a costo zero per il migrante, ma non per lo Stato.