Palermo, 13 giu. (AdnKronos) – Danneggiamenti, incendi, furti. Intimidazioni a raffica per costringere le proprie vittime a pagare il pizzo. La banda di estortori sgominata oggi dalla Polizia di Stato nell’Ennese nell’ambito dell’operazione ‘GoodFellas’ era riuscita non solo a imporre il proprio controllo sul territorio ma ad assicurare ad alcuni degli associati una situazione di monopolio, esercitando la propria influenza persino sulla nascita e sulla chiusura delle attività commerciali della zona di Agira e Leonforte. Cinque complessivamente le ordinanze di custodia cautelare in carcere e 3 agli arresti domiciliari emesse dal gip di Caltanissetta su richiesta della Procura distrettuale antimafia nissena.
Le porte del carcere si sono spalancate per una guardia particolare giurata, Walter Frasconà, 34 anni; il boss Salvatore Seminara, attualmente detenuto, 71 anni; Natale Cammarata, 24 anni; Salvatore Oglialoro, 51 anni; Antonino Scaminaci, 33 anni, tutti e tre con precedenti di polizia. Sono stati posti, invece, ai domiciliari: Angelo La Ferrara , 52 anni, titolare di un’autoscuola; Antonino Lambusta e Alessandro Trovato, entrambi di 54 anni. A Seminara, Oglialoro, Frasconà e Scaminaci è contestata l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. L’operazione di oggi segue il blitz ‘Old One’, che portò all’arresto di Salvatore Seminara il 12 luglio del 2009, e l’operazione ‘Homo Novus’ del 20 settembre 2013, che fece scattare le manette per “i componenti di una neo costituita famiglia mafiosa di Leonforte facente capo a Giovanni Fiorenza” spiegano gli investigatori.