Home Nazionale Mafia: furti, incendi e danneggiamenti, così si imponeva il pizzo nell’Ennese (2)

Mafia: furti, incendi e danneggiamenti, così si imponeva il pizzo nell’Ennese (2)

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(AdnKronos) – In particolare, Seminara, tornato in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare (dopo una condanna in primo e secondo grado, e un annullamento con rinvio di quest’ultima sentenza da parte della Cassazione per motivazioni procedurali) nel luglio del 2013, secondo quanto emerso dalle indagini, riprese il controllo della famiglia mafiosa di Enna e ‘autorizzò’ la costituzione a Leonforte del gruppo che faceva capo a Giovanni Fiorenza. A quest’ultimo fu affidato il territorio compreso tra Leonforte e Catenanuova (area, quest’ultima, all’epoca, sotto il controllo del clan Cappello di Catania). E l’investitura avvenne alla presenza di Salvatore Cutrona, ucciso a Ramacca in un agguato mafioso, il 5 aprile del 2015.
Dopo l’arresto di Fiorenza nel settembre del 2013, “Cutrona divenne il gestore per conto di Seminara – spiegano gli investigatori – anche di tutta l’area Nord della provincia di Enna, comprensiva dei comuni di Leonforte, Agira, Nicosia e aree limitrofe, fino alla sua uccisione”. Al suo fianco si affermarono figure come Walter Frasconà, nipote e stretto collaboratore di Cutrona, Salvatore Oglialoro e Giuseppe Arcaria per Leonforte, Antonino Scaminaci per Agira che dopo l’omicidio di Cutrona ne presero il posto rispondendo direttamente a Seminara.