(AdnKronos) – “Con l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) -spiega il ministro della Giustizia- – stiamo cercando di percorrere questa strada: stimolare la nascita di soggetti non pubblici che siano in grado di monitorare e smentire quando necessario le notizie false, funzionali alla propaganda d’odio. Le associazioni coinvolte hanno aderito positivamente alla nostra sollecitazione, che può essere soltanto tale”.
“Qualunque soggetto governativo dovesse cimentarsi direttamente in questo campo non potrebbe che suscitare sospetti e illazioni e determinare il rischio effetti distorti e censori. Il compito dello Stato dunque non può che consistere, a mio avviso, nel supporto ai soggetti colpiti dalle notizie false o distorte. Se la rete è ormai uno dei luoghi principali del conflitto e della dialettica democratica la risposta più efficace, autorevole e tempestiva non può essere quella della criminalizzazione”.
“Il compito degli Stati, nel confronto con i soggetti che agiscono nella rete, è quello di dare confini certi a questo campo di gioco e al contempo -conclude Orlando- aiutare i soggetti più deboli a reagire e a difendersi, utilizzando la potenza stessa del web. Per aiutare i cittadini a discernere, la cosa migliore che possiamo fare è consentire che la lotta che si svolge nel web, spesso tra vero e falsa, sia giocata ad armi pari”.