Milano, 6 giu. (AdnKronos) – La riforma dei tribunali amministrativi torna attuale con le polemiche nate dopo la ‘bocciatura’ di alcuni direttori di musei decisa dai giudici del Lazio, ma l’incertezza del diritto rischia di essere soprattutto un problema politico. Ne è certo Carmine Volpe, presidente del Tar del Lazio, che rivendica l’autonomia dei magistrati – le motivazioni sul caso musei sono frutto di un “approfondimento serio e accurato” dice intervistato dall’Adnkronos – e replica a chi parla di giustizia lumaca: “Il Tar Lazio riesce a emettere le sue decisioni di merito, di norma, entro un anno e le decisioni cautelari addirittura entro un mese”. E nei convegni internazionali “il modello organizzativo e funzionale di giustizia amministrativa al quale gli altri Paesi fanno riferimento è proprio quello italiano”.
Imputare ai tribunali amministrativi di essere un freno alla capacità di realizzare opere in tempi certi – quindi di essere un ostacolo alla possibilità di attrarre investimenti anche esteri – non è corretto. “Il giudice amministrativo non può ‘bloccare’ le opere pubbliche di sua iniziativa”, ma questa ipotesi scatta solo con la presentazione di un ricorso “da parte dei soggetti che denunciano l’illegittimità dell’operato della pubblica amministrazione”. L’incertezza del diritto “è imputabile al legislatore e non certo a chi le leggi le deve applicare”, sottolinea.
Il nuovo codice dei contratti pubblici è stato emanato nel 2016, “il precedente codice, del 2006, è stato modificato 44 volte nei dieci anni circa della sua vigenza e da 52 atti normativi. Nel nuovo codice sono stati corretti 180 errori con avviso di rettifica pubblicato nel luglio 2016, tre mesi dopo la sua emanazione. Dopo solo un anno, nel 2017, oltre il 50% degli articoli e 441 commi del nuovo codice sono stati modificati dal cosiddetto ‘correttivo'”, dice. “Senza parlare della sempre minore qualità delle leggi. Mentre, invece, ci sarebbe bisogno di un contesto di regole chiare, stabile e con bassissimi livelli di incertezza. Sono freno alla crescita del paese i Tar oppure questo modo di stabilire le regole da applicare?”, si chiede Volpe.