(AdnKronos) – Una considerazione in parte diversa può essere fatta, ma solo in prospettiva, per il tribunale delle imprese. “Tendenzialmente -spiega il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano- ha sede solo nei capoluoghi del distretto di Corte d’appello e davanti al quale il contributo unificato raddoppia, rispetto a quello previsto in generale per scaglione di valore della causa. Per esempio, una controversia di valore compreso tra 26 mila e 52 mila euro prevede normalmente un contributo unificato di 518 euro, ma se la questione è di competenza del tribunale delle imprese raddoppia a 1.036 euro”.
Al Senato ora “è in discussione un disegno di legge delega al governo per accrescere l’efficienza della giustizia civile, che tra l’altro attribuisce competenze molto più ampie alle ‘sezioni specializzate in materia di impresa’, che diventerebbero sezioni ‘per l’impresa e il mercato’ e sarebbero competenti anche sulle società di persone, una delle forme imprenditoriali più presenti nel tessuto economico italiano delle piccole e medie imprese. Al momento il testo, già approvato dalla Camera un anno fa, non prevede un riequilibrio del contributo unificato. Quindi potrebbe scattare il raddoppio secco del contributo, ogni volta che almeno una delle parti sia una piccola impresa”.