(AdnKronos) – (Adnkronos) – Nel 2016 la riscossa del made in Padova riguarda i principali mercati extra-Ue (eccetto il Brasile). Ancora migliore degli Usa, ma con volumi inferiori (177 milioni) è la performance della Cina: un +15,8% che riporta la variazione in terreno positivo (-6,2% nel 2015). Aumenta del 27,5% l’export in India. Ma la novità principale è il ritrovato segno positivo della Russia, con una crescita del 4,4% a dispetto di sanzioni e crisi, dopo la caduta nel 2015 (-40,4%).
La proiezione internazionale dell’industria padovana trova conferme nel lungo periodo. Negli ultimi dieci anni (2005-2016) la crescita più rilevante è avvenuta nei nuovi mercati, la cui quota aumenta di 5,4 punti: dal 34,8 al 40,2% delle esportazioni provinciali. Dove per nuovi mercati si intendono tutti i Paesi del mondo ad eccezione delle economie di più antica industrializzazione, e cioè Ue a 15, Stati Uniti, Svizzera, Norvegia, Canada, Australia e Giappone,
Il valore complessivo dell’export padovano nel periodo è cresciuto del 44,2%. Ma se i mercati tradizionali segnano un +32,2%, i nuovi mercati stampano un +66,7%, a un ritmo medio annuo del 5,4%. Merito di qualità e capacità imprenditoriali. Ma anche del crollo dei consumi interni, che ha spinto a cercare nuovi sbocchi oltre confine.