(AdnKronos) – Attualmente i gatti (che sono circa 7,5 mln di esemplari, mentre i cani sono 6,9 mln), possono essere registrati dal veterinario in una banca dati privata denominata Anagrafe nazionale felina. Ma questa banca dati non sostituisce l’anagrafe che, come spiega Brambilla sulla sua pdl, è importante per proteggere i felini dallo smarrimento e dai furti, perché permette di rintracciarli e identificarli molto più facilmente.
Inoltre la registrazione all’anagrafe è un “deterrente contro abbandoni e l’incuria”, perché un proprietario poco premuroso andrebbe incontro a pesanti sanzioni in caso di inosservanza degli obblighi. Novità anche per i gatti di strada. La pdl attribuisce alle aziende sanitarie locali, il compito di iscrivere i gatti appartenenti alle colonie feline alle anagrafi regionali, indicando come proprietario il comune dove risiede la colonia felina.
Questa intestazione comporta degli obblighi e delle spese. Secondo la Brambilla i comuni devono farsi carico del mantenimento e della cura dei gatti delle colonie feline presenti nel proprio territorio di competenza. Per assicurare lo svolgimento di questi compiti, la deputata di Fi propone che i “comuni possano avvalersi della collaborazione delle associazioni di protezione animale o di soggetti terzi di comprovata esperienza nella cura dei gatti – come, ad esempio, le cosiddette ‘gattare’ – che dedicano molto del loro tempo al salvataggio e alla cura dei gatti in pericolo”.