(AdnKronos) – Intanto dai 5 Stelle continuano ad arrivare ‘sirene’ per il voto in aula sul provvedimento senza emendamento. Ma anche oggi Renzi è tornato sull’inaffidabilità del M5S. “Il Pd non ha vinto le ultime elezioni, di conseguenza bisogna avere un accordo con altri partiti. Su questa linea c’era una prova d’intesa con i 5 Stelle che si è tirato indietro all’ultimo dopo aver detto ‘voteremo, voteremo, voteremo’. Si dice che cambiare idea sia segno intelligenza, allora i 5 Stelle sono geni assoluti visto che cambiano idea in modo costante”, ha detto il premier.
“La mia preoccupazione è che non si vada avanti con un dibattito bloccato, che sia la strada di un emendamento del governo, che finora era rimasto fuori, o che sia la strada di un accordo parlamentare, quello che conta è avere la certezza che questa legge sia faccia davvero. Vediamo cosa accadrà al gruppo del Pd, spero che nel giro di qualche giorno si chiuda”, aggiunge il presidente del Consiglio.
Domani non è detto che il gruppo si chiuda con un voto. “Vediamo che piega prende la discussione”, si dice in ambienti parlamentari del Pd. Sono attesi interventi di senatori vicini a Renzi per sostenere la soluzione del maxiemendamento con il richiamo al realismo come stella polare. Il premier lo ha ricordato anche oggi: “Non si tratta di concedere qualcosa ad altri, ma avere la consapevolezza che bisogna arrivare a 161 voti e un accordo con qualcuno va fatto”.