Venezia, 2 nov. (AdnKronos) – “Per un cristiano la prudenza è la prima delle virtù e un Pontefice che inviti ad esercitare una virtù cardinale non dovrebbe far notizia, come non dovrebbe essere notizia l’applicazione del buon senso, che nella vicenda dell’accoglienza agli immigrati è spesso venuto meno. Secondo i manuali di teologia, la prudenza permette al credente di discernere il giusto dall’ingiusto e Papa Francesco non abbandona di certo la Dottrina, né smentisce gli appelli che in passato aveva rivolto sostenendo le ragioni dell’ospitalità”. Così all’Adnkronos il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti commenta le dichiarazioni di ieri di Papa Francesco sul tema dell’accoglienza ai migranti.
“Ora una eventuale novità sta nel vedere un forte invito alle autorità a trovare il giusto equilibrio e a guardare alle effettive capacità di integrazione che una realtà sociale può sopportare ben sapendo che oltre determinati limiti si creano situazioni di disagio e tensione che alla lunga possono degenerare con gravi esiti – sottolinea Ciambetti – A pagare il prezzo degli squilibri sono comunque e sempre gli ultimi e i più deboli come accadde con le rivolte delle banlieue parigine nel 2005: in quell’occasione, l’allora presidente del Consiglio, Romano Prodi dichiarò alle agenzie: “Noi abbiamo le peggiori periferie in Europa. Non credo che le cose siano molto diverse rispetto a Parigi. È solo questione di tempo””.
“Credo che la scadenza immaginata da Prodi sia sempre più prossima, e in alcune aree delle nostre periferie la situazione è veramente al limite del collasso con situazioni da paura autentica. Il Pontefice è consapevole di ciò- spiega Ciambetti – Le nostre città sono sature e non possono più garantire servizi, accoglienza, assicurando la sicurezza ai cittadini”.