(AdnKronos) – (Adnkronos) – “In Veneto la questione è evidente e le tensioni sono palpabili: non si tratta né di egoismo, né di gretto populismo o di mancanza di spirito di solidarietà, ma di dati oggettivi. La nostra regione è riuscita ad accogliere negli ultimi 15 anni oltre 500 mila immigrati ufficialmente censiti e regolarizzati che oggi rappresentano l’11,4 per cento della popolazione residente – ricorda il presidente del Consiglio regionale – Accogliere significa aver dato alloggi, servizi, fornito assistenza sociale e medica, garantito istruzione e scuole. Lo sforzo è stato incredibile ma vuoi anche per i tagli alla spesa sociale imposta dal governo nazionale non possiamo andare oltre”.
“Invece, negli ultimi due anni il ministero degli Interni, non tendendo nemmeno conto delle stesse indicazioni preoccupate dei prefetti che più volte hanno segnalato la saturazione di ogni possibile struttura di accoglienza, ha insistito nello smistare in Veneto quote sempre maggiori di immigrati: siamo tra le prime quattro regioni, assieme a Lombardia, Lazio, Sicilia, ad avere sostenuto il peso maggiore dell’accoglienza anche in questi ultimi anni – polemizza Ciambetti – In Veneto si possono stimare in almeno 14 mila gli immigrati entrati nel nostro territorio, non schedati né identificati, scomparsi e finiti chissà dove: la prudenza, non solo la virtù cristiana ma la dote laica, inviterebbe non solo alla cautela ma anche a trovare soluzioni diverse, ad iniziare da politiche serie nei Paesi di origine dei flussi migratori”.
“In Europa non c’è spazio per tutti e l’Europa avrebbe tutto l’interesse a garantire lo sviluppo armonico dell’Africa e dei Paesi del Vicino e Medio Oriente. Ripensare l’accoglienza, in altre parole, essere prudenti e non creare oggi i presupposti di gravissimi problemi domani. Un domani, per altro, sempre più vicino”, conclude Ciambetti.