Roma, 15 dic. (AdnKronos) – “Il debito pubblico, macigno sul futuro dell’Italia e dei giovani, è volato con Renzi alla cifra di 2.223,8 mld di euro ad ottobre 2016, dopo 32 mesi del governo Renzi insediato nel febbraio 2014 quando era attestato a 2.107,1 mld di euro, (aumento di 11,2 mld rispetto al mese precedente) ed una impennata di 116,7 mld di euro”. Ad evidenziarlo in una nota congiunta sono i presidenti dell’Adusbef, Elio Lannutti e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti commentando i dati della Banca d’Italia.
Eppure, rilevano, “sia l’ex premier Renzi, che il ministro dell’Economia Padoan, dalla data del loro insediamento avevano promesso di ridurre il debito”. Il debito pubblico che doveva diminuire, aggiungono, “è così salito con Renzi-Padoan al ritmo di 3,6 miliardi di euro al mese, con un aumento pro-capite (per ognuno dei 60 milioni di abitanti) di 1.945 euro di tassa occulta che graverà all’infinito sui giovani, ed un gravame di 37.000 euro per ognuno dei residenti, 92.658 euro per ogni famiglia (24 milioni)”.
Il debito, sottolineano, “non potrà diminuire nel 2017 e neppure nel 2018, a meno che il Governo non riprenda la propria sovranità monetaria, nazionalizzando Bankitalia (come in tutti i paesi europei e del mondo con le banche centrali pubbliche) incassando 380 milioni di euro di cedole che la Banca d’Italia versa ogni anno alle banche private ed altri azionisti, ed alienando le quote di oro e riserve, pari a 100 miliardi di euro, da tempo proposto da Adusbef e Federconsumatori, che non è di proprietà di cleptocrati ed oligarchi di Palazzo Koch, ma del vessato popolo italiano e dei risparmiatori espropriati e saccheggiati da crac e dissesti di un sistema bancario pieno di buchi spacciato per solido dalla ingannevole narrazione governativa e da una evidente omessa vigilanza”.