(AdnKronos) – (Adnkronos) – “Per continuare a innovare e specializzarsi e rendere il settore competitivo, bisogna arrivare intorno ai 50 cent al litro – spiega Coldiretti – la differenza è notevole, ma non vuol dire aumentare il prezzo per il consumatore che continuerebbe a pagarlo 1,40 in negozio. Quell’euro di differenza copre abbondantemente le spese del rialzo senza nessun ulteriore rincaro. Per riuscire occorre mettere intorno allo stesso tavolo la grande distribuzione e l’industria di trasformazione per concertare, fare accordi nella convinzione che non si può remunerare un’azienda agricola sotto quella cifra: significa far chiudere migliaia di imprese, perdere posti di lavoro e pure la tutela del territorio”.
“Ad aggravare la situazione il ritardo sul fronte dell’origine in etichetta – continua Coldiretti – l’Italia è l’unico Paese a chiedere l’etichettatura e a pretenderla in quanto la qualità della produzione italiana è superiore a quella degli altri Stati. La nostra regione è forte di una rete di cooperazione molto vasta che trasforma in loco la maggior parte della produzione – conclude Coldiretti – ma il mercato è globale e di conseguenza per avere uno spiraglio occorre collaborare tra reti puntando tutto sull’export e sulla trasparenza delle materie prime”.