Home Nazionale Usa: Source, storicamente poca volatilità quando Fed rialza tassi

Usa: Source, storicamente poca volatilità quando Fed rialza tassi

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Milano, 17 set. (AdnKronos) – Storicamente le performance dei mercati finanziari “tendono a rimanere positive e la volatilitá contenuta quando la Us Federal Reserve inizia ad innalzare i tassi di interesse”. E’ quanto emerge da un’analisi condotta da Source, uno dei principali provider di Exchange Traded Products (Etps) in Europa.
Ciò contraddice le diffuse preoccupazioni degli investitori, secondo cui i periodi caratterizzati da una politica monetaria restrittiva potrebbero causare un aumento della volatilitá e deboli performance di diverse asset class.
Una revisione dei rendimenti medi annualizzati denominati in dollari, effettuata durante i cicli restrittivi della Fed, mostra che un’ampia gamma di asset class ha ottenuto una performance positiva: per esempio, l’azionario globale ha registrato una performance positiva di circa il 10%, l’azionario dei paesi emergenti del 12% e le materie prime del 18%.
Secondo Source, gli investitori dovrebbero perciò considerare l’innalzamento dei tassi della Fed come un riflesso positivo dello stato dell’economia globale e della forza della ripresa guidata dagli Stati Uniti.
Source ritiene che la Fed inizierá presto ad aumentare i tassi in risposta alla robusta crescita negli Stati Uniti e in altri principali mercati, nonostante la recente volatilitá registrata in Cina, e per contrastare le politiche accomodanti delle banche centrali che hanno alimentato la crescita dell’economia globale.
La società nota che sebbene la Fed abbia mantenuto i tassi ai minimi storici dal 2008, in realtá, tenendo conto degli effetti del Quantitative Easing (Qe) e che ogni 150-200 miliardi di dollari in acquisti di asset equivalgono ad un taglio di 25 punti base dei tassi della Fed, il tasso d’interesse effettivo negli Stati Uniti è attualmente stabile al -5%.
Tra le dieci principali economie mondiali, gli Stati Uniti e il Regno Unito risultano le più forti e, secondo Source, attueranno presto una politica monetaria restrittiva – contrariamente ai mercati come Canada, Cina, Russia e Brasile, che stanno entrando in un periodo di rallentamento, ed Eurozona, Giappone e India che stanno mostrando invece segni di ripresa.
Per Paul Jackson, managing director, Head of Multi-Asset Research in Source, “è solo questione di tempo prima che la Fed aumenti i tassi di interesse. Sebbene le principali economie mostrano diversi andamenti, riteniamo che l’innalzamento dei tassi della Fed sia imminente, soprattuto data l’influenza senza precedenti di un alto tasso d’interesse negativo, la cosiddetta Bernanke rule of thumb del QE4”.
Un’ulteriore analisi di Source mostra che i sei precedenti cicli restrittivi della Fed hanno avuto in media una durata di 13.7 mesi e un’innalzamento dei tassi pari a 281 punti base (21 punti base per mese). Source ritiene che il prossimo ciclo potrebbe risultare più lento e più lungo, date le maggiori turbolenze globali, prevedendo 25 punti base per trimestre su più anni, a seconda del tasso di inflazione.
“La nostra ricerca – continua Jackson – mostra che dal 1930 ci sono stati due periodi su 16 di politica monetaria restrittiva in cui gli investitori hanno registato perdite sullo S&P 500”.
“E’ importante perciò contrastare le ipotesi distorte – prosegue Jackson – secondo cui un innalzamento dei tassi potrebbe rappresentare in qualche modo una cattiva notizia per i mercati, compresa la convinzione che la volatilità tende ad aumentare nel corso di questi cicli economici”.
“La nostra analisi inoltre – conclude Jackson – mostra che i rendimenti del mercato durante questi periodi restrittivi sono stati positivi e con una più bassa volatilità tra i differenti indici e le diverse classi di attivo, dimostrando cosí che un’innalzamento dei tassi da parte della Fed dovrebbe rappresentare un’opportunità di investimento”.