Milano, 19 gen. (AdnKronos) – Uccmb ha aderito ai Protocolli d’intesa con il Tribunale di Roma, il Tribunale di Milano e Abi per la gestione dei beni sottratti alla criminalità organizzata. L’obiettivo di questa iniziativa “è di non permettere – si legge in una nota – che le conseguenze delle azioni legate alla criminalità lacerino il tessuto imprenditoriale, già messo a dura prova, oltre che dalla congiuntura economica, anche dalle ingerenze malavitose. Per giungere all’effettiva liberazione dei territori dalle mafie è necessario, infatti, consentire la continuità delle attività delle imprese sottoposte a sequestro e confisca da parte dell’autorità giudiziaria”.
L’impegno di Uccmb e delle banche coinvolte, è innanzitutto quello di non revocare automaticamente le linee di credito non scadute alle imprese soggette a provvedimenti di sequestro e continuare a erogare nuovi finanziamenti per permettere loro di restare sul mercato in maniera produttiva, a richiesta dell’amministratore giudiziario.
«Quando si sequestrano attività economiche inquinate dalle mafie nell’intenzione di reciderne i tentacoli, purtroppo, si colpiscono anche realtà connesse non colpevoli: con la chiusura di un’impresa se ne disperdono le possibilità prospettiche, si privano del loro lavoro molti cittadini senza colpa e onesti. Bisogna invece convertire queste realtà, recuperarle, riportandole a operare nel solco della giustizia e delle regole – afferma Dino Crivellari, ad di Uccmb – In un Paese che basa la propria economia produttiva sulle Pmi, in un momento come questo, non possiamo permetterci di perdere chi merita di restare sul mercato. Lo sforzo comune, al quale si unisce Uccmb, deve puntare proprio a questo: alla tutela e allo sviluppo delle imprese contro ogni mafia”.