Milano, 9 lug. (AdnKronos) – “In tutte le sedi abbiamo cercato di dimostrare che non è così e che, anzi, un’apertura del mercato gioverebbe a tutti, operatori e consumatori. Oggi abbiamo visto l’ennesima interpretazione delle norme di una legge del 1992 che governa ancora il sistema della mobilità italiana”. Così Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber Italia, commenta la decisione del tribunale di Milano che ha deciso che il servizio UberPop “rimane sospeso in tutte le città italiane in cui opera in seguito alla causa per concorrenza sleale” promossa da alcune associazioni di tassisti.
“Quelle stesse norme – spiega Lucini – che sia per l’Authority dei trasporti che per quella per il Mercato e la Concorrenza andrebbero aggiornate anche rispetto alle innovazioni tecnologiche introdotte da applicazioni come la nostra”. Uber “non smetterà di lavorare per trovare nuove soluzioni in linea con i suggerimenti delle autorità e per continuare a offrire alle persone e alle città un’alternativa economica, affidabile e sicura per muoversi, e un’opportunità concreta alle centinaia di driver che hanno sino ad oggi percorso questa strada insieme a noi”.