Roma, 28 lug. (AdnKronos) – “Ancora una volta si è scelto di stanziare soldi pubblici per salvare dal fallimento un’azienda la cui incapacità di stare sul mercato è manifesta da anni. Confidiamo che sia l’ultima volta che il peso degli errori commessi e degli sprechi sinora tollerati venga fatto ricadere sulle tasche dei cittadini e che venga avviato senza indugio il processo di privatizzazione e di apertura al mercato ed alle gare su cui si è impegnato il Sindaco Marino”. E’ il presidente di Anav, l’associazione delle imprese di autotrasporto viaggiatori aderente a Confindustria, Nicola Biscotti, a commentare gli ultimi sviluppi della vicenda Atac e la scelta di Roma Capitale di ricapitalizzare l’azienda di trasporti di proprietà per un importo di 200 milioni di euro.
“È una cifra enorme – prosegue Biscotti – soprattutto ove si consideri che l’Atac ha già prodotto perdite per oltre 1,2 miliardi di euro negli ultimi otto anni. Posso affermare con certezza che, se la gestione dell’azienda fosse stata lasciata ai privati, la città di Roma avrebbe risparmiato tutti questi soldi e garantito ai propri cittadini ed ai turisti di tutto il mondo servizi di trasporto degni di un Paese come l’Italia”. Biscotti evidenzia, a riguardo, come emerga da tutti i più recenti studi la presenza di diseconomie di scala nella gestione dei servizi di TPL su gomma al di sopra di soglie dimensionali contenute e la maggiore efficienza delle imprese a capitale privato rispetto alle imprese a totale capitale pubblico. “Già soltanto la concreta attuazione della norma, rimasta sulla carta, che impone di affidare tramite gara contestuale almeno il 10% dei servizi di Tpl oggetto di affidamento in house – segnala Biscotti – avrebbe consentito notevoli risparmi nel settore”.
Quanto all’impegno assunto dal Sindaco Marino di avviare immediatamente un piano industriale vero e forte per l’indizione di una gara, la ricerca di un partner industriale ed il superamento della gestione in house, il Presidente Biscotti manifesta la piena disponibilità di ANAV a collaborare a patto che il modello che si ha in mente sia quello della gara per l’aggiudicazione dei servizi e non della gara per la cessione di quote di minoranza del capitale sociale.