(AdnKronos) – (Adnkronos)- A prescindere da cosa deciderà in aula il presidente Grasso, il governo va avanti sulle riforme, non intende tornare sull’elezione diretta dei senatori modificando l’art. 2 del ddl Boschi come chiede la minoranza e, alla fine dei conti, scommette che i numeri ci saranno.
Da parte di Ncd non si avvistano reali problemi. Con gli emendamenti ‘migliorativi’ poi su funzioni e garanzie del nuovo Senato (a cui sta lavorando il tavolo della ‘bicameralina’ Pd) si scommette di poter far rientrare gran parte del dissenso della minoranza dem, fermo restando un gruppo degli ‘irriducibili’ che si danno per persi. Da Mucchetti a Mineo passando per Chiti, che respinge così l’accusa di intransigenza alla minoranza dem: “Mi pare che l’intransigenza e la volontà di proporre per la Costituzione pasticciacci battezzandoli entusiasticamente ‘intese’ spettino al governo e a chi guida il Pd”.
“Mi dispiace che il senatore Chiti l’abbia definita cosi’, perche’ siamo convinti che la riforma vada approvata”, ribatte Luca Lotti. “Se l’obiettivo e’ cambiare l’articolo 2, non ci incontreremo mai”, sentenzia Ettore Rosato. Anche perchè, spiega Giorgio Tonini, “vorrebbe dire ricominciare daccapo e non ce lo possiamo permettere”.