(AdnKronos) – Parole condivise dal ministro dello Sviluppo economico Guidi. “Non possiamo dirci soddisfatti: abbiamo fatto tanto, stia lavorando, ma ci sono delle potenzialità incredibili. Il nostro ruolo come istituzione è di sostenere e facilitare il più possibile questi momenti di incontro poi i veri attori, il vero motore di tutte le operazioni, sono gli imprenditori italiani e cinesi”. Se di recente il mercato finanziario di Pechino è stato protagonista di qualche turbolenza “Più che di un rallentamento – precisa il ministro – parlerei di un aggiustamento rispetto a dei momenti in cui la crescita è stata anche oltre le aspettative. Stanno facendo alcune riforme molto importanti – come stiamo facendo noi in Italia – per dare stabilità”.
Davanti a una platea di circa 140 imprenditori italiani e 80 pmi cinesi – più di 400 i colloqui b2b tra imprese con interessi nel settore della moda, dell’arredamento, del cibo e del manufatturiero -, Chen Siqing, ceo di Bank of China, evidenzia come “La Cina ha un vasto mercato e una enorme capacità di produzione, mentre l’Italia può contare su tecnologie avanzate e grande creatività. Per questo, le attività delle pmi dei due Paesi sono considerate complementari e hanno enormi potenzialità di collaborazione futura”.
Bank of China, presente in Italia dal 1998, “si sta particolarmente concentrando sulla facilitazione di investimenti reciproci e sulla creazione di opportunità di business multilaterali tra pmi all’interno del programma ‘One Belt One Road'”, attraverso un sistema ad hoc per aiutare i piccoli imprenditori a trovare partner in tutto il mondo. L’obiettivo della banca è di diventare “un ponte dedicato a favorire le relazioni tra i due sistemi industriali”. Oggi Bank of China ha stipulato un accordo con l’Ice per favorire gli investimenti e le collaborazioni tra le pmi dei due Paesi.