(AdnKronos) – Qui, per restare nel movimento di Silvio Berlusconi, restano alla finestra Francesco Nitto Palma e Altero Matteoli, alla guida, rispettivamente, di Giustizia e Lavori pubblici, mentre per tornare in casa Pd non dovrebbe correre rischi Vannino Chiti, presidente della Politiche Ue, malgrado la sua posizione critica nei confronti della maggioranza del partito.
La presidente della Affari costituzionali, Anna Finocchiaro, nonostante da alcune parti siano stati sollevati dubbi circa il possesso dei titoli necessari, potrebbe invece entrare in corsa per la Corte costituzionale, per sostituire Sergio Mattarella, che all’epoca fu eletto in quota centrosinistra. A farle da contraltare potrebbe essere il suo omologo alla Camera, Francesco Paolo Sisto, che potrebbe essere eletto in quota centrodestra. A palazzo Madama si libererebbe così un’ulteriore casella, magari utile per accontentare gruppi di senatori che in qualche modo potrebbero andare a supportare la maggioranza di governo.
Ben più complesso sarebbe invece lo scenario che si aprirebbe qualora riprendesse quota un’ipotesi che al momento appare alquanto teorica ma che si era affacciata in passato: l’elezione alla Consulta del presidente del Senato Pietro Grasso, che lascerebbe così vacante lo scranno più alto dell’Assemblea, con la possibilità che vada ad un esponente del Pd, come l’attuale vicepresidente Valeria Fedeli, o che entri clamorosamente in gioco il capogruppo di Forza Italia Paolo Romani, qualora si riapra il dialogo sulle riforme tra Dem e azzurri.