Roma, 13 mag. (AdnKronos) – Un premio che quest’anno si presenta sotto il segno di una maggiore incertezza e che garantisce minori possibilità di condizionare il voto per stabilire la cinquina. Lo Strega, per Marco Santagata, amico della Domenica fino alla scorsa edizione e ora concorrente con ‘Come donna innamorata’ (Guanda), libro entrato a far parte della dozzina, “i giochi saranno incerti almeno fino alla cinquina”. Ed è molto “difficile che qualcuno possa effettivamente controllare anche solo una parte dei voti”.
“Lo Strega – spiega all’Adnkronos Santagata- è sempre stato accusato del fatto che i voti venivano pilotati dalle case editrici. Ed è vero che gli editori hanno sempre fatto campagna”. Ma con il regolamento varato quest’anno, per Santagata, “la cosa è particolarmente complessa. Se si pensa che i votanti sono 460 e che quest’anno il regolamento, per la formazione della cinquina, attribuisce in modo obbligatorio a ciascun votante tre voti, si arriva alla conclusione che ci troviamo di fronte ad una massa di voti enorme”.
“Ed è’ difficile – scandisce Santagata- che qualcuno possa effettivamente controllare anche solo una parte di una tale massa di voti. Direi che il regolamento fa sì che i giochi siano incerti fino all’ultimo.
Parlo ovviamente della cinquina”, tiene a precisare lo scrittore. “Non so cosa succederà dopo. Ma, in questa fase, rispetto agli anni passati, si respira una maggiore incertezza. E ciò è un bene per il premio”.
Santagata, inoltre, concorda con la maggiore apertura nei confronti delle piccole case editrici che caratterizza l’edizione 2015. “Capisco e condivido – sottolinea lo scrittore- l’esigenza di fondo, ovvero l’idea di fare sì che questo premio sia effettivamente contendibile”. Questa novità, puntualizza Santagata, “si associa al cambiamento del sistema elettorale. Sono decisioni che permettono che, per quanto riguarda la formazione della cinquina, l’esito sia meno scontato”.
Lo scrittore riflette anche sul caso di Elena Ferrante e, senza mostrare dubbi, afferma che “ognuno può discutere sul fatto che la Ferrante non si riveli, che sia assente dalle iniziative programmate dallo Strega. Ma sulla dignità del suo libro direi che non c’è discussione. E poi – osserva – lo Strega è un premio che viene dato ad un libro non ad un autore”.
Soffermandosi infine sul contenuto del suo ‘Come donna innamorata’, Santagata sottolinea con ironia che “il protagonista, Dante Alighieri, è piuttosto noto”. Secondo lo scrittore chi leggerà il romanzo si troverà di fronte “ad un Dante diverso a quello che ci si aspetta. Il mio Dante è diverso dall’immagine cristallizzata che ci portiamo dietro essenzialmente dai tempi della scuola. Il mio è un Dante umanizzato e quotidiano. Un genio che, nella sua quotidianità, non smette di essere un genio. Non è il Dante monumentale fatto di poche immagini fisse che ci portiamo dietro. Ho cercato di sfaccettarlo mettendo in rilievo -conclude- anche le contraddizioni di un carattere complicato”.