Milano, 1 ott. (AdnKronos) – La cessione di Grom, il brand italiano del gelato artigianale, è solo un altro, o forse l’ennesimo, tassello del mosaico delle imprese del Made in Italy che negli ultimi anni sono passate in ‘mano straniera’. Lo storico tessuto imprenditoriale italiano non smette di essere terra di conquista e si calcola che siano state circa 800 dal 2008 le aziende che hanno cambiato bandiera: il 2015 è stata un’altra densa annata di operazioni di cessione di quote e partecipazioni rilevanti, che non si sono fermate al clamoroso accordo raggiunto a marzo per l’ingresso dei cinesi di ChemChina nel capitale di Pirelli.
Qualche settimana dopo, la svizzera Dufry ha rilevato dalla famiglia Benetton World Duty Free, tra i leader del settore del travel retail. A fine luglio, la società tedesca HeidelbergCement ha concluso un accordo per l’acquisizione di Italcementi, il ‘gioiellino’ del cemento fondato un secolo fa dalla famiglia Pesenti. Ad agosto di quest’anno, invece, la compagnia giapponese Mitsubishi Electric Corporation ha raggiunto un accordo con De’Longhi per acquisire DeLClima, che realizza prodotti innovativi nel settore della climatizzazione.
A inizio 2015, colpo grosso nel real estate: La Qatar Investment Authority, il fondo sovrano del Qatar, sale al 100% del progetto Porta Nuova, comprandosi, di fatto, i nuovi grattacieli di Milano.